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Copparo, class action per le multe del velox nel posto sbagliato

Il comitato prepara i ricorsi per chi ha già pagato e per chi deve ancora farlo. «Tante cose strane: dalla prima taratura al silenzio dopo il controllo del prefetto»



FERRARA. Nuovi inquietanti elementi che escono dai ricorsi fatti ed ora la partenza di una class action multipla, suddivisa in tre tronconi. Dal primo ricorso accolto da un giudice di pace alla richiesta di risarcimento per le multe del famigerato velox sulla provinciale 5, fra Copparo e Ro, il passo è stato breve. A farsi carico della battaglia due cittadine del Comune di Riva del Po, Lorena Rizzardi (candidata consigliera alle ultime elezioni) e Daniela Simoni (consigliera della lista Gente di Riva del Po, di cui era candidata sindaco), che hanno deciso di rivolgersi al noto studio legale Zarbo-Zanussi di Rovigo.


Facciamo un passo indietro, al primo ricorso accettato di uno dei migliaia di multati in quel tratto di strada. La motivazione sta tutta nella distanza dal posizionamento dello strumento al primo incrocio, con la via Modena. Tale distanza per legge dovrebbe essere di almeno un chilometro, mentre il velox si trova a soli 450 metri. Secondo l’Unione non vi è violazione perché la strada laterale ha un limite inferiore a quello sulla provinciale. Ma il giudice di pace (e gli avvocati dei ricorrenti) sottolineano come la legge non specifichi questo particolare elemento.

«Sono tre i filoni della class action - spiegano Rizzardi e Simoni -, cioé da una parte chi ha già pagato, dall’altra chi non lo ha ancora fatto, infine chi si è visto rigettare il primo ricorso. Sono successe troppe cose poco chiare, dalla prima taratura con alcuni elementi molto strani al fatto che nonostante sia stata effettuata una verifica dello strumento con risultato a luglio, solo nelle ultime settimane è stato dichiarato che il velox non andava posizionato lì».

Come abbiamo avuto modo di scrivere in passato, in appena tre mesi il velox ha sanzionato qualcosa come 16.000 multe, molte delle quali hanno colpito dipendenti della Berco, i quali hanno presentato un ricorso cumulativo. Ma sono stati centinaia i ricorsi, diversi automobilisti si sono aggregati al comitato formato dalla stessa Rizzardi, mentre altri hanno proceduto singolarmente, con ricorsi bocciati fino al primo accolto lo scorso 2 luglio.

Nel frattempo, l’Unione ha deciso di togliere il velox, con la motivazione che avrebbe già compiuto il compito principale, ovvero essere da monito per gli automobilisti. Ma nei primi mesi di “lavoro” ha fatto strage di punti e di patenti, con veri e propri casi limite, come il concittadino di Luigia Modonesi (sindaco di Fiesso Umbertiano che ha coinvolto il prefetto di Rovigo per fermare il “massacro” di patenti) che si è visto comminare sanzioni per un totale di 63 punti o la donna di 70 anni ferrarese privata della patente e con qualcosa come 4.000 euro da pagare.

Ancora ci sono dei ricorsi che attendono risposta, «ma intanto vogliamo vengano restituiti questi soldi presi ingiustamente dalle tasche dei cittadini e, ancor più grave, con gli amministratori dell’Unione consapevoli del fatto che quel velox era irregolare». Come detto, decine di multati fanno già parte del comitato, chi volesse aderire a quella che è diventata una vera e propria class action può contattare i numeri 388 1176021 o 349.4712156.