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La Regione triplica gli oneri edilizi. Molini Pivetti ferma i suoi investimenti a Renazzo

Lo stabilimento Molini Pivetti di Renazzo

La delibera sui costi in vigore da inizio anno. Per costruire 20 silos servono 200mila euro 

CENTO. La Regione triplica i costi che le aziende devono pagare per avere i permessi edilizi e la delibera regionale provoca la prima conseguenza: Molini Pivetti, storica azienda del Centese, ha sospeso i suoi investimenti. Più precisamente, come riporta una nota congiunta firmata con l’azienda Cei Ingranaggi di Anzola Emilia, la Molini Pivetti ha fermato l’investimento riguardante la costruzione di 20 silos, i grandi recipienti cilindrici verticali che servono per contenere il grano. La sospensione, come spiega Nicola Di Giusto della Molini Pivetti, «è motivata dal fatto che la delibera regionale in questione fa lievitare di molto i costi degli oneri edilizi. Per i 20 silos – prosegue Di Giusto – ora si dovranno pagare oltre 200mila euro».


Malgrado ciò, la Molini Pivetti non ha abbandonato il progetto: «No – conferma Di Giusto – siamo in una fase di riflessione, la proprietà dell’azienda farà delle valutazioni appena possibile ed allora sarà presa la decisione in merito alla effettuazione o meno dell’investimento». Titolare dell’azienda di Renazzo è Gianluca Pivetti ed è dunque facile prevedere che spetterà a lui l’ultima parola. «Sono diversi – spiega il comunicato congiunto cui si faceva riferimento – gli aspetti su cui è doveroso soffermarsi; tra questi, la nuova classificazione dei Comuni che per gli interventi di nuova costruzione di un edificio produttivo penalizza chi realizza una sede in prossimità della Via Emilia, o in un Comune confinante con un capoluogo di provincia o con la città metropolitana. A questo proposito – spiega ancora la nota – la nuova legge urbanistica regionale, che mira alla forte riduzione del consumo di suolo, è stata chiaramente disattesa dal momento che la normativa sopracitata penalizza chi il suolo lo risparmia. Come spesso succede – si legge ancora – nei casi di nuovi oneri o di modifica di oneri precedenti, gli effetti si rendono palesi nell’applicazione a casi reali come quelli di Cei Ingranaggi e Molini Pivetti che, pur prendendo atto delle possibilità di riduzione previste dalla stessa legge, che restano peraltro circoscritte e condizionate dall’interpretazione del responsabile dell’ufficio tecnico e quindi aleatorie, si trovano di fronte ad oneri da sostenere che modificano i piani di rientro dell’investimento». —

Marcello Pulidori

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