Minimo storico nel 2014: solo il 37% era andato a votare

La seconda grande incognita, in queste elezioni regionali mai così incerte, è il dato sull’affluenza. A sua volta non più così scontato come un tempo. In una regione in passato caratterizzata da una grande partecipazione al voto, con vette anche del 90 per cento, il 2014 ha segnato una preoccupante controtendenza. Il 23 novembre andò a votare solo il 37,7 per cento degli aventi diritto, il punto più basso mai toccato dall’affluenza emiliano romagnola. E attorno a questo minimo storico ruota ora anche buona parte dell’incertezza legata all’odierna tornata elettorale. Una consistente quota di elettori che con il non-voto cinque anni fa aveva manifestato disinteresse, distacco o delusione per la politica e i movimenti partitici. Da allora il panorama politico e amministrativo della regione Emilia Romagna è stato attraversato da profondi mutamenti, con la caduta di storiche roccaforti della sinistra come Ferrara. Al tempo stesso la reazione spontanea incarnata dal movimento delle Sardine, accompagnata da una campagna elettorale agguerrita e il connotato di test nazionale con cui sono state caricate queste consultazione lasciano ipotizzare una ripresa del dato sull’affluenza.