Calvano: ridurre la distanza tra il Ferrarese e la via Emilia

Il segretario regionale del Partito Democratico: non possiamo lasciare la periferia alla Lega  

L’ANALISI

Paolo Calvano ha molti motivi per sorridere. È il segretario regionale di un partito che dopo 11 tornate elettorali perdenti, tra cui in 9 regioni, torna alla vittoria, e che vittoria. Ha rinunciato a candidarsi in consiglio regionale per stare al fianco del Governatore in una campagna elettorale difficile nella quale si giocava non solo la riconferma di Bonaccini alla guida della Regione, ma soprattutto la tenuta del centrosinistra contro l’avanzare inesorabile della destra e della Lega nelle elezioni degli ultimi anni. Insieme a Bonaccini è uno dei grandi vincitori di queste elezioni ed è facile che venga anche premiato con un incarico di prestigio nella prossima giunta regionale, anche perché in questi cinque anni in consiglio regionale ha messo a frutto una buona esperienza sulla macchina regionale.


«Non sta a me parlare di posti e di assessorati - taglia corto sull’argomento Calvano - questo è un compito che spetta giustamente e in maniera esclusiva al presidente votato a larga maggioranza dagli elettori emiliano-romagnoli. Preferisco invece analizzare il voto e i riflessi che può avere in futuro. Per prima cosa devo osservare che stiamo crescendo come Pd in termini di voti, siamo passati dai 650mila nelle elezioni politiche del 2018 ai 750mila di domenica, incrementando l’elettorato di 100mila nel giro di due anni e una crescita sostanziale e confermata prendendo in considerazione l’aumento fatto registrare lo scorso anno a maggio alle elezioni europee. Il Pd è il primo partito in Regione, ma occorre lavorare ancora moltissimo, perché ha ancora un potenziale per crescere ulteriormente a livello regionale».

Il segretario regionale non dimentica tuttavia che la Lega, in molte zone della regione e soprattutto in tutto il territorio Ferrarese, rimane ancora il primo partito

«Dobbiamo recuperare il consenso nelle aree periferiche - continua ancora Calvano - quelle zone che soffrono la distanza dal centro, che hanno condizioni anche economiche più difficile. Bisogna accorciare le distanze in senso figurato tra Ferrara e la via Emilia e questo sarà il nostro obiettivo per i prossimi cinque anni. Un’attenzione ancora maggiore verrà data alle problematiche delle zone più fragili del territorio, non vanno dimenticati i problemi nella costa, la cimice asiatica in agricoltura, tutte le difficoltà economiche emerse con la crisi della Cassa di Risparmio. La sfida per i prossimi cinque anni è proprio quella di avere un’attenzione ancora più capillare nei confronti di queste realtà».

«Le sardine sono state molto importanti nella vittoria di Bonaccini in Emilia Romagna - continua il segretario regionale - perché hanno spronato il centrosinistra ad avere coraggio ed hanno dimostrato e fatto sì che al pensiero unico della Lega si potesse reagire. Uno sprone importante e con loro abbiamo sempre mantenuto un rapporto di stima e abbiamo riconosciuto il loro lavoro, ma senza mai mettere il cappello sulle loro iniziative, pur andando in piazza, perché i loro valori si ritrovano nel nostro dna».

Calvano al di là della conferenza tenuta nella sede regionale del Pd dove ha sottolineato il successo elettorale ha fatto una serie di telefonate ai candidati del partito.

«È stata mia cure in queste ore - rileva Calvano - in qualità di segretario regionale, di ringraziare tutti i candidati anche quelli non eletti, per l’impegno profuso in questa campagna elettorale». —

Gian Pietro Zerbini

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