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Dai posti letto in più all'ospedale al metro di costa: gli impegni ferraresi del neogovernatore

La terra estense avara di voti per la coalizione di centrosinistra. In campagna elettorale una lista di promesse locali milionarie 

Regionali, la stoccata di Bonaccini a Salvini: "I campanelli suonali a casa tua"

FERRARA. C’è da sperare che l’immagine di Stefano Bonaccini vendicativo, pronto a mollare un territorio perché gli si schiera contro alle elezioni, propagandata da chi ha fatto scoppiare il caso-Jolanda, sia una maschera di cartapesta costruita a fini elettorali. Sì, perché nel corso della sua lunga campagna elettorale, il governatore riconfermato ha sparso promesse e impegni a piene mani anche nel territorio ferrarese, proprio lì dove ha raccolto il peggiore risultato in assoluto dopo la sola provincia di Piacenza.

Il conto che i ferraresi presentano da oggi alla Regione bonacciniana è invece molto alto, in linea con le impellenze e le fragilità di un territorio sempre più distante, ora anche sul fronte elettorale, dalla Emilia felix inespugnabile per Salvini. E dalle risposte che arriveranno da via Aldo Moro, da tradurre in decine di milioni di euro, si potrà capire rapidamente la volontà del Bonaccini II di ridurre concretamente questa distanza. La prima risposta è arrivata nei giorni scorsi, la perimetrazione delle aree colpite da cimice asiatica per ottenere la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e oneri Inps. Il resto di seguito.


La lista

Si parte dalla sanità, per ricordare che proprio rispondendo alle domande della Nuova il governatore aveva promesso in generale il «taglio delle attese ai Pronti soccorso, ad un massimo di 6 ore», l’assunzione di specializzandi in accordo con l’università, e la conferma dei fondi per i farmaci innovativi; nello specifico del Ferrarese «un passo avanti nelle situazioni di maggiore necessità» verso un aumento dei posti letto. Il 22 dicembre, in città, si è speso per consentire «alle Camere di commercio che ritengono di potercela fare di poter proseguire» in autonomia, come appunto vuole fare Ferrara. In precedenza, a novembre, ha nuovamente fissato, questa volta per fine 2020, l’avvio del cantiere della Cispadana autostradale.

E veniamo al “fronte del porto”. Ancora a ottobre Bonaccini, con l’aiuto del sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, poi eletto consigliere nel Pd, ha inserito Lido Estensi nel maxi-progetto di «unico lungomare da Cattolica a Comacchio», roba da 32 milioni di euro: il pezzetto estense innesterà sul lungomare infrastrutture per la mobilità ciclopedonale. Il 30 dicembre si è aggiunto il metromare «da allungare fino ai lidi Comacchiesi», cioè niente binari in più ma un servizio di bus elettrici in grado di “allungare” la già esistente ferrovia romagnola. In tema, si potrebbe aggiungere la promessa “generalista” di dotare tutti i treni regionali di posti per bici. Poi la tribolata tappa di Goro, segnata dal duro confronto con il pescatore “indipendente” che, dopo l’accusa di privilegiare il Copego, ha strappato la promessa (appunto) di un incontro «nei prossimi giorni»; impegno con tutti i presenti per un rilancio della pesca grazie ai nuovi mercati.

Sempre Il 14 gennaio, ma a Berra, la madre di tutte le promesse per le aree interne: Fare Ponti, progetto da «12 milioni di euro per realizzare 16 interventi nei settori dei servizi sociali e sanitari, della mobilità, del contrasto alla dispersione scolastica, del turismo e della infrastrutturazione digitale».

L’impegno più fresco è stato preso in chiusura di campagna elettorale, prima in piazza Verdi e il giorno dopo in conferenza stampa a Bologna, cioè trasporto pubblico gratis per gli studenti da 5 a 19 anni (costo totale 20-25 milioni) e asili nido gratuiti.

Gli alleati

Per far rispettare questi impegni Ferrara potrà contare soprattutto sui due consiglieri dem, Marcella Zappaterra e appunto Fabbri, e su Paolo Calvano. Il segretario regionale Pd sarà uno dei principali collaboratori di Bonaccini, avendo tra gli altri il compito di non dimenticarsi del Ferrarese. —

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