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La mappa del voto ferrarese è un monocolore azzurro, tinte forti sulla costa

L’intera provincia in controtendenza rispetto all’esito nelle altre dell'Emilia Romagna. La forbice più ampia a Masi, Comacchio e Goro. Testa a testa nel capoluogo

FERRARA. C’è una porzione di azzurro, assediata da una nutrita colorazione di rosso. In Regione vince la coalizione Bonaccini, ma in terra d’Este non è andata esattamente in questo modo.

La provincia di Ferrara s’è mossa compatta, località per località: la maggioranza è stata tutta per Lucia Borgonzoni. Ventuno su ventuno, ma con diverse evidentissime sfumature.

L’impero

Il Pd e la coalizione per Bonaccini in alcuni casi ha retto, cedendo lo scettro di un niente. Nel Comune di Ferrara, ad esempio, la forbice è stata ridottissima: 48 Lucia contro 47,8 Stefano. Un’inezia. Però, man mano che la questione politica si è allontanata dal centro dell’impero, va detto che la voce della Lega s’è fatta sempre più forte. Potente. Come dire che il Pd e Bonaccini avranno molto da lavorare nel lustro che verrà, per rimettere qualche gamba ad un tavolo che scricchiola.

Già a Vigarano e Bondeno la forbice tra chi ha scelto l’accampamento azzurro piuttosto che quello rosso ha iniziato ad allargarsi, per non parlare di Cento che porta il distacco tra le parti oltre il 21%.

È però scivolando verso Sud che Salvini ha attecchito in maniera consistente. A Jolanda di Savoia il distacco sale al 26,2, raggiunge quota del 36,6% a Lagosanto: il 65,5 dei voti è andato alla Borgonzoni.

Il nervo scoperto di Bonaccini - o, girando la bussola, il punto di forza azzurro - è il Basso Ferrarese. È qui che i colori si fanno intensi e si arriva al blu. Dal color fiordaliso al blu scuro. Le schede non hanno lasciato dubbi su quale parte abbia sposato l’elettorato: Comacchio e Goro sono state implacabili con una differenza di oltre il 40%.

A Goro il 77.4% ha scelto Lega ed alleati, relegando il centro sinistra sotto la soglia del 20%. Un messaggio chiaro giunge anche da Comacchio che ha fatto uscire dalle urne un 68,8% per il centrodestra.

I torelli

A Masi Torello la compagnia legata a Bonaccini è giunta al 26.4%, lasciando agli avversari politici il 68.6%. Insomma, gli alleati del presidente rieletto possono fare festa ma senza esagerare con le libagioni perché nel territorio estense c’è da mettere in campo un’operazione di recupero. Le zone apparentemente più lontane chiedono a viva voce di essere ascoltate: l’hanno vergato “nero su bianco”. Scheda su scheda.

Ed è tutto sommato comprensibile che la scossa più energica sia giunta dalla costa, dove i disagi sono molti e una politica armonica sul turismo tutt’ora poco evidente.

La Lega ha dimostrato, in questi anni, di riuscire a far passare il messaggio vincolato all’esigenza di svoltare e la semina ha consentito un raccolto ritenuto soddisfacente da Salvini.

Adesso che ha riottenuto l’incarico, Bonacini dovrà dare ascolto ai propri alleati ferraresi e volgere lo sguardo anche in direzione della laguna comacchiese. —

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