Pd, numeri amari ma nuova energia «Così ripartiremo dalle periferie»

Minarelli: saremo in campagna elettorale permanente Il segretario pronto a dialogare con gli elettori delusi del M5s



«Sono andato a letto alle sei, ho fatto la notte in bianco ma ne è valsa la pena». Nicola Minarelli, sindaco di Portomaggiore e segretario provinciale del Partito democratico, non nasconde l’entusiasmo. «È un risultato straordinario quello che abbiamo ottenuto a livello provinciale. La vittoria di Stefano Bonaccini è importante per il futuro amministrativo della Regione. L’Emilia Romagna non si lascia mettere i piedi in testa, lo dicono i numeri. Il messaggio della gente è arrivato forte e chiaro».


NUOVA LINFA

L’energia scaturita dalla vittoria a livello regionale, però, deve fare i conti con il dato provinciale che, visto dal Pd, lascia l’amaro in bocca. In generale, in tutti i Comuni ferraresi, la coalizione capitanata da Lucia Borgonzoni ha avuto la meglio su quella guidata dal presidente uscente (e riconfermato) Stefano Bonaccini. E se ad Argenta e Ferrara è stato quasi un testa a testa con, rispettivamente la Lega a 37,36% contro il 36,39% del Pd e il 34,45 del Carroccio contro il 30,86% dei Dem, in altri territori la sconfitta del Pd è stata impietosa. A Goro, per esempio, la Lega ha ottenuto il 59,53% mentre il Pd si è fermato al 15,54%. A Lagosanto è stato 55,26% contro 21,42%, a Masi Torello 48,81% contro 20,34% e persino Comacchio, dove il sindaco Marco Fabbri era in corsa per le regionali a fianco di Bonaccini, il Partito democratico si è fermato al 19,80% dei voti contro il 56,64% a favore della Lega.

PERIFERIE

«A livello provinciale – dice Minarelli – il dato che ci riguarda è, in percentuale, migliore rispetto a quello ottenuto alle elezioni europee ma questo non basta. È chiaro che dobbiamo rimetterci in moto e tornare a parlare con la gente. Da oggi cominceremo una campagna elettorale permanente lontano da slogan, sensazionalismi e toni accesi; ci concentreremo sugli incontri con i cittadini, punteremo su dialogo e ascolto. E lo faremo dai territori più in difficoltà che, non a caso, sono anche quelli più periferici».

Secondo il segretario provinciale, infatti, le zone periferiche sono quelle che hanno più bisogno e questo non solo a livello locale ma anche nazionale e internazionale. «Non voglio perdermi in macro ragionamenti, analisi politiche e discorsi astratti ma le zone periferiche sono quelle che lamentano le maggiori difficoltà ed è qui che la Lega attecchisce, perché parla alla pancia della gente e dà risposte che sono rassicuranti... ma solo in apparenza. A livello regionale - spiega Minarelli - Ferrara è una zona “periferica” e il voto è andato in quella direzione e, a loro volta, nei Comuni più periferici della provincia, si è allargato il divario. È proprio dalle zone più in difficoltà che vogliamo e dobbiamo ripartire».

PRIORITà

«Negli ultimi dieci anni ci siamo concentrati sugli aspetti cittadini, dato spazio e attenzione ai grandi centri ma ora dobbiamo rivendincare il nostro ruolo. Dobbiamo tornare a dare voce ai cittadini che si sentono trascurati, emarginati. La risposta – dice – sta nelle azioni concrete, non negli slogan, nell’arroganza o nelle affermazioni di pancia». Impietosi anche i numeri del Movimento 5 stelle che, sia a livello provinciale sia regionale, accusa una dura battuta d’arresto.

«Il mondo si divide in destra e sinistra, di questo ne sono certo. Il M5s è calato e penso che il Pd dovrebbe aprirsi al dialogo, confrontarsi anche con gli elettori delusi dal movimento o da altri schieramenti».

Insomma Minarelli, alla guida del partito in provincia di Ferrara, è fiducioso e consapevole. Sa che la strada che li attende è tutta in salita ma sa anche che i presupposti per guardare con fiducia al futuro ci sono. La voglia di tornare a parlare nelle piazze di capoluoghi e frazioni c’è, così come non manca nemmeno la voglia di confrontarsi con nuovi e vecchi interlocutori. Sarà, appunto, una campagna elettorale permanente.

«Ascolteremo i problemi e le esigenze di tutti e - conclude - lo faremo in maniera propositiva, senza strumentalizzare o alimentare tensioni». —