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IL PERSONAGGIO

È l’unico candidato di Forza Italia ad avere conquistato un seggio in consiglio regionale, dando conferma al requiem per gli Azzurri che lui stesso, Vittorio Sgarbi, aveva pronunciato a Ferrara nel giorno di chiusura della campagna elettorale: «Forza Italia è un partito con la sua storia già alle spalle e con un leader lontano dai giovani anche per ragioni anagrafiche», aveva detto, ipotizzando di contribuire al «Rinascimento di Forza Italia».


La rinascita, almeno in Emilia Romagna, non c’è stata, e il seggio ottenuto appare, qui, soprattutto una conquista personale di Vittorio Sgarbi, nome di richiamo che è ha raccolto il pass nella provincia di Bologna ma che, non a caso, i berlusconiani ferraresi avevano inserito a sorpresa come capolista anche qui.

La vera vittoria

Ma la vittoria personale, per il critico d’arte ferrarese, è un’altra: «Non so se Forza Italia sia finita, in Calabria ha superato la Lega. In realtà non ho ancora meditato su questo aspetto, ma una cosa è certa: sono spariti i CinqueStelle, e questo era il mio obiettivo. Ho accettato la proposta di Berlusconi in un’ottica nazionale. Noi avevamo l’obiettivo di eliminare i CinqueStelle, Bonaccini no».

Con il governatore appena rieletto, peraltro, ha intenzione di stabilire un dialogo, ma non da consigliere regionale. «Rinuncio al seggio in Regione, resterò in Parlamento. Il programma era quello di fare l’assessore regionale alla Cultura in caso di vittoria del centrodestra, visto l’esito delle urne manterrò il mio incarico di deputato». A Montecitorio è iscritto al gruppo misto.

I progetti

Non per questo, aggiunge, le idee che aveva in mente come futuro assessore per l’Emilia Romagna andranno disperse: «Le esporrò a Bonaccini, lo devo incontrare. In un’area vasta come quella dell’Emilia Romagna si può pensare a un coordinamento tra le città: Ferrara con Ravenna, Parma con Piacenza».

Dialogo con il Pd

Un esempio? Un itinerario pittorico sulle tracce di Ignazio Stern, pittore austriaco molto attivo in Italia tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento, «artista straordinario, un chiaro esempio di un autore che unisce Lugo, Forlì, Parma e Piacenza».

Un progetto, quello di un dialogo culturale tra città, non necessariamente nella sola Emilia Romagna, che Sgarbi contava di realizzare anche attraverso gli incarichi che ricopre in vari enti in tutta Italia, a cominciare da quello di presidente di Ferrara Arte e del Mart di Rovereto. «Incontrerò Bonaccini e gli esporrò le mie idee - riprende Sgarbi - Il presidente apprezza i film di mia sorella Elisabetta e la sua Fondazione: ci sono tutte le premesse per un confronto. In realtà non ho nulla contro il Pd, ho diversi amici nel Partito Democratico. Il mio vero obiettivo, ripeto, era far scomparire il Movimento Cinque Stelle, ed è un obiettivo innegabilmente raggiunto e sancito dalla scelta dei votanti. Per questo posso dire di aver vinto queste elezioni». —

Alessandra Mura

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