Collezione Cavallini-Sgarbi, cinque mostre in Castello

L’accordo con il Comune non prevede biglietti separati ma una royalty del 20%. Una rassegna all’anno: si parte in estate con le sculture, poi barocco e Novecento

FERRARA. Al momento si tratta di uno “schema di convenzione” che «dal punto di vista tecnico è stato molto difficile costruire e la cui stipula notarile avverrà solo dopo l’approvazione del bilancio», ma il Comune di Ferrara ha ormai avviato una collaborazione con la Fondazione Cavallini Sgarbi per il prestito delle cinquecento opere della collezione vincolate dal Mibac e che saranno esposte in Castello. Nel prossimo quinquennio è prevista un’esposizione all’anno: la prima seguirà la mostra dedicata a Previati e sarà dedicata alla scultura dell’Ottocento e del Novecento, con l’obiettivo dichiarato però di potersi avvalere dell’importante patrimonio artistico anche in futuro.

Con Vittorio Sgarbi a Ferrara alla collezione Cavallini Sgarbi



APPALTI ESTERNI

E prende forma così anche l’intenzione dell’amministrazione di avvalersi di appalti esterni per la cultura. Intanto la giunta Fabbri «rivendica il merito di aver riportato la Collezione Cavallini Sgarbi a Ferrara – diceva l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli – si tratta di un obiettivo mai raggiunto dalla precedente amministrazione che nel 2018 aveva creato un percorso all’interno del Castello della Collezione. L’esperienza andò bene ma si arenò rispetto al fatto di creare una convenzione che potesse implementare l’offerta museale per il Comune. È un successo importante e fortemente voluto che ci mette a disposizione opere caratterizzate da un grande pregio e vincolate dal Ministero». In Castello faranno così tappa 320 artisti attivi fra il 1250 e il 1980, 274 dipinti, 195 sculture, 14 disegni ed altri oggetti, rappresentativi di diverse fasi dell’arte italiana e di maestri come Guercino e Ribera e dei minori Caletti e Dalla Vecchia.

Collezione Cavallini Sgarbi, prolungata la mostra in Castello



CALENDARIO

La prima esposizione è prevista per la prossima estate e sarà intitolata “La scultura dell’Ottocento e Novecento – Da Lorenzo Bartolini a Bruno Innocenti”; il 2021 sarà “l’anno barocco” con pitture e sculture del Seicento e del Settecento; il 2022 sarà la volta dei dipinti e delle sculture dal Duecento al Cinquecento e di artisti quali Nicolò Pisano o Cicognara. La pittura del Novecento sarà poi protagonista del 2023 con Cagnaccio di San Pietro, Fausto Pirandello, Pietro Guadenzi, Domenico Gnoli e Carlo Guarienti; e infine il 2024 sarà l’anno delle donne con l’esposizione “La figura femminile dal Rinascimento a oggi’.

BIGLIETTI

I particolari della convenzione sono ancora da costruire, dicono gli assessori, certo è che nel periodo delle esposizioni il Comune corrisponderà alla Fondazione Cavallini Sgarbi una royalty sul biglietto di ingresso al Museo del Castello, «attorno al 20%» ha detto Gulinelli. L’accordo è comunque avviato perché «era un’opportunità da cogliere come amministrazione – considerava l’assessore al turismo Matteo Fornasini – la possibilità di contare su una collezione che ha un valore di 54 milioni di euro farà bene alla promozione del territorio e al sistema turistico della città».

Ferrara, La Collezione Cavallini Sgarbi

Che da adesso in poi si avvarrà anche degli esterni, come in questo caso e come per l’organizzazione della mostra su Banksy a maggio, che non sarà organizzata da Ferrara Arte: «la Fondazione – ha però assicurato Gulinelli – ha la sua valenza e continuerà ad averla e dovrà averne ancora di più. Ferrara Arte sarà l’attore principale dell’organizzazione delle mostre ma dobbiamo pensare che non tutti sono in grado di fare tutto, e parlo degli allestimenti specifici per esempio». Alla presentazione era assente proprio Sgarbi, artefice della collezione e presidente di Ferrara Arte. —

Giovanna Corrieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La guida allo shopping del Gruppo Gedi