Il Coronavirus fa paura: mascherine già introvabili

I presidi protettivi esauriti nel giro di pochi giorni in molte farmacie della città. Acquisti a pacchi per spedire in patria. Ma non tutte le tipologie sono efficaci

FERRARA. L’emergenza “Coronavirus” che ha pesantemente colpito la Cina non ha fatto mancare i suoi riflessi nella nostra provincia. E se, al contrario di quanto accaduto altrove, in provincia non si sono registrati casi di intolleranza un dato però emerge con una certa chiarezza dal territorio: è fortemente aumentata nelle farmacie la richiesta di mascherine, che in città sono ormai esaurite ovunque tranne che alla Farmacia Calzolari, di via Cortevecchia.

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«Abbiamo ancora diversi esemplari sia del tipo tradizionale che di quello a conchiglia – riferisce Filippo Calzolari – ma la gente deve sapere che non proteggono se non dalla polvere. C’è invece una sola mascherina idonea, la Ffp3 (il 3 indica il grado di protezione) che vendono in Cina dove, a causa dell’inquinamento, sono abituati ad usarla anche per motivi diversi da quelli sanitari, attualmente reperibile su Amazon, dove una confezione da 5 esemplari costa 30 euro. I nostri fornitori ne sono sprovvisti in quanto distribuivano solamente quelle chirurgiche, di colore verde o bianche che costano 5 centesimi l’una ed hanno gli elastici per fissarle alle orecchie oppure quelle di un materiale simile alla plastica usate specialmente da chi lavora in ambienti poco sani».

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Alla Farmacia Maga di via Garibaldi qualsiasi tipo di mascherina è ormai introvabile da una decina di giorni. «Prima le vendevamo anche sciolte – dichiara Alessandro Zanella – ma ora non siamo più in grado di soddisfare le richieste fatte soprattutto da italiani che devono partire, in quanto i fornitori non ce le mandano più».

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DENTISTI E RISTORATORI

Non è così alla farmacia Perelli dove è capitato che un ragazzo cinese prima di partire per il suo paese ne richiedesse una ventina. «Avendo una scorta limitata perché è un articolo che prima non era molto richiesto – riferisce la titolare, Carole Peretti – le abbiamo subito ordinate e ce le hanno mandate in una confezione con 50 pezzi ma sono andate subito a ruba; quindi quando il ragazzo è tornato non le avevamo più. Ci siamo anche chiesti come faranno i dentisti che le usano quotidianamente ed infatti anche loro si stanno attivando per averne sempre una scorta ma ora hanno lo stesso problema. Sono diverse le ditte che producono mascherine, tra queste ce n’è una a San Pietro in Casale (Bo) ma non ne hanno più neppure loro».

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In altre farmacie è accaduto che siano stati proprio i cittadini cinesi residenti a Ferrara ad accaparrarsi tutte le mascherine prima di partire per la Cina, poiché non essendo quelle veramente protettive, sanno che vanno per lo meno cambiate dopo qualche ora. Diversa la situazione nei ristoranti orientali; ad esempio nel ristorante cinese Lixia di Piazza Sacrati la clientela non è calata mentre in quello giapponese Asahi di Largo Castello hanno registrato un calo del 50%. –

Margherita Goberti

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