Una rete per difendere le tartarughe marine

COMACCHIO. Il Parco del Delta del Po insieme alla Regione Emilia-Romagna e ad altri enti ha sottoscritto nei giorni scorsi un protocollo d’intesa di durata triennale per l’istituzione di una Rete Regionale per la conservazione e la tutela delle tartarughe marine e dei cetacei. Le tartarughe marine sono presenti in tutto il Mediterraneo, ma si possono osservare con particolare frequenza in alcune zone di sosta e di alimentazione. Tra le tartarughe marine attualmente presenti nel Mare Mediterraneo la specie Caretta Caretta è la più diffusa e l’unica a nidificare lungo le coste italiane: questa specie non arriva sulle coste dell’Emilia-Romagna per deporre le uova, ma utilizza l’alto Adriatico come area nursery, cioè come luogo ideale per allevare e nutrire i piccoli, visto il mare poco profondo e ricco di crostacei. Una volta cresciuta la prole, le tartarughe tendono a migrare verso sud.

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LO STRUMENTO

Il protocollo è un nuovo strumento di tutela della biodiversità dell’Adriatico che risponde a più obiettivi: coordinare le strutture di soccorso presenti sul territorio, effettuare il monitoraggio sullo stato di conservazione delle tartarughe marine e cetacei, formare personale qualificato e quindi aggiornare e diffondere le conoscenze in materia di tutela delle specie in oggetto, attivare azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale a livello scolastico su temi relativi alla protezione dell’ambiente marino-costiero. Le azioni per il raggiungimento di questi obiettivi rientreranno in un Piano di azione operativo, predisposto dal Tavolo di indirizzo e coordinamento istituito dal protocollo, in coerenza con quanto definito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Tartarughe da salvare, ecco come si fa

Per la salvaguardia delle tartarughe marine e dei cetacei sono già definite azioni prioritarie ed indispensabili, tra cui il recupero, il soccorso, l’affidamento e la gestione ai fini della riabilitazione e infine rilascio in mare degli esemplari in difficoltà.

IL GRUPPO DI LAVORO

Alla Rete, oltre a Parco del Delta del Po e Regione Emilia-Romagna, partecipano anche Fondazione Cetacea Onlus, Arpae, Fondazione Centro Ricerche Marine, Izsler, Cestha, Università di Bologna (Dipartimento di Scienze mediche veterinarie), Aics, Ama, Legacoop Agroalimentare Nord Italia, Tao. —

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