Ferrara e il caso Lodi, il Pd: lasci pass e casa. Ma il sindaco Fabbri lo difende

Bufera sul vicesindaco dopo i servizi tv sul permesso disabili e l’abitazione Acer. Pure i comici Ficarra e Picone prendono di mira il vicesindaco 

FERRARA. Dopo il caso Solaroli, c’è a tutti gli effetti un caso-Naomo in Comune e nella Lega, non solo ferrarese, se è vero che perfino Ficarra e Picone si sono messi a prendere il giro sui social il vicesindaco, che il sindaco Alan Fabbri ha scelto di difendere apertamente. Sono due le accuse rivolte a Lodi: vive in una casa popolare nonostante un reddito netto da 3.400 euro al mese, e gira con un contrassegno disabili e «tuttavia corre, va in bici e solleva pesi», come scrivono i due comici siciliani («ma purtroppo per noi, non è tunisino»). Cose che i ferraresi sanno da tempo (la casa popolare) o da qualche giorno (il pass permanente), ma delle quali la platea televisiva nazionale è venuta a conoscenza solo l’altra sera, grazie ad un corrosivo servizio di Piazzapulita, su La7.

Il video di Lodi che insegue i nigeriani della Gad in bici o gira in slittino per la città hanno fatto il giro del web, innescando reazioni da ogni livello da parte del Pd: da Emanuele Fiano, capogruppo della Camera («Lodi dovrebbe dimettersi in giornata»), al segretario regionale Paolo Calvano, che ha chiesto al vicesindaco di rinunciare ad alloggio e pass «per restituire anche un po’ di dignità» a Ferrara.



Fabbri, che nell’intervista tv sembrava prendere le distanze quantomeno dai toni usati dal vicesindaco per minacciare dem e giornalisti, ha postato in serata un video di 10’, che si può riassumere così: è una tempesta mediatica elettorale destinata a passare, né Solaroli né Lodi devono dimettersi. «Sono estraneo alla vicenda Solaroli - dice il sindaco - che però è basata sul niente, perché non si è concretizzato nessun posto di lavoro né pubblico né privato (in favore della consigliera Ferraresi perché laasciasse, ndr). Dovrei allora chiedere le dimissioni per consiglieri condannati per danno erariale per assunzioni non corrette in Provincia, o sotto indagine per attività private. La giustizia faccia il suo corso».



Quanto a Lodi, «ha un permesso rilasciato da una commissione medica nel 2005, quando ebbe un incidente. E vive con un bimbo piccolo, legittimamente, in una casa popolare, pur lavorando per trovare un’altra soluzione». Una “copertura” politica decisa. —

S.C.

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