Nove radioamatori autorizzati portano la laguna nel mondo

Passione senza confini: numeri da record per il nome di Magnavacca e l’evento del centenario del cambio di denominazione 

PORTO GARIBALDI. Il nome di Magnavacca e l’evento dedicato al centenario del cambio di denominazione in Porto Garibaldi hanno fatto il giro del mondo. L’attività amatoriale svolta da aprile a dicembre 2019 dai 9 radioamatori autorizzati dal Mise per attuare il progetto II4CPG, legato al centenario della località rivierasca, è approdata ad un bilancio sorprendente, al di sopra di ogni più rosea prospettiva.. «Abbiamo realizzato 2.200 collegamenti in 76 Paesi del mondo – afferma entusiasta Arno Baroni, uno degli organizzatori dell’iniziativa radioamatoriale –, un record, se si considera che sono 140 gli Stati dotati di radioamatori e a tutti i contatti abbiamo inviato la cartolina ricordo dell’evento».

il progetto


L’iniziativa, promossa e patrocinata dal Comune e dalla Famìa ad Magnavaca si è concretizzata grazie alla passione di un gruppo di esperti radioamatori che, durante l’estate hanno attuato connessioni perfino in valle, al faro posto in fondo al molo di Porto Garibaldi, al capanno di Garibaldi del Lido delle Nazioni, ma anche a bordo di un’imbarcazione, durante la festa della Madonna del Mare, diffondendo contestualmente anche le tradizioni popolari della storia di Magnavacca.

La parte del leone, a livello numerico di connessioni, è ad appannaggio della Germania (412), seguono a ruota Italia (379), Russia (158), Polonia (139), ma tra i collegamenti non mancano Stati Uniti (25) e Paesi lontani, quali Uzbekistan, Sud Africa, Norvegia e altri. «La pagina legata all’evento del database internazionale è stata visitata da 9mila persone in tutto il mondo – conclude Baroni –; va detto che i radioamatori hanno operato sia da stazione fissa che da stazione mobile con mezzi non usuali, ossia antenne che si sono costruiti artigianalmente. Con bassa potenza radio e con le nostre antenne siamo riusciti a trasmettere, senza infrastrutture, sino a 12mila chilometri di distanza. È un ottimo risultato».

«Voglio sottolineare – prosegue Arno Baroni –, l’intensa attività del nostro Marconista che, nonostante le ultime tecnologie all’avanguardia, ha trasmesso in codice morse CW (Continuous Wawe), sistema ormai in disuso da anni». Ora i radioamatori sono già all’opera per un nuovo evento, da realizzare in occasione di Euroscout 2020. —

Katia Romagnoli

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