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Unione, l’attesa porta dubbi e i membri si guardano in giro

Copparo ha legami con Ferrara: «Nessuna decisione, però si faccia in fretta». Tresignana verso Valli e Delizie?

TRESIGALLO. Voci che si rincorrono fra timide conferme e secche smentite, propositi più o meno “unionisti”, un ente che taglia il traguardo dei dieci anni con un passato tutto sommato brillante alle spalle e un futuro indecifrabile già in corso.

L’altro giorno l’Unione Terre e Fiumi ha radunato gli “stati generali” per chiudere i primi due lustri di vita, pochi anni nei quali ha radicalmente cambiato volto, passando da sei comuni membri a tre. Come detto, i dubbi sul futuro sono tanti, causa principale le difficoltà nel riscrivere lo statuto, quello che dovrebbe dare le nuove linee politiche e programmatiche all’Unione, considerando anche i nuovi equilibri scaturiti dopo le fusioni di Riva del Po e Tresignana e la vittoria del centrodestra a Copparo.


Se il presidente in pectore Andrea Zamboni si è detto entusiasta dell’ente e pronto a iniziare la nuova avventura, Fabrizio Pagnoni (sindaco di Copparo) ha mostrato una chiara apertura all’Unione, dopo che proprio la sua maggioranza sta mettendo i maggiori ostacoli al nuovo statuto.

Se la voce di una volontà di uscire da parte di Copparo non trova conferme, quella smentita seccamente dai diretti interessati vorrebbe Tresignana già in contatto con l’Unione Valli e Delizie (Argenta, Ostellato e Portomaggiore) qualora non venisse risolto lo stallo in Terre e Fiumi. Si tratta di un’idea non del tutto nuova, già circolata prima della fusione. I perché potrebbero essere tanti, dai legami geografici e di collegamenti con Valli e Delizie (Idrovia, ferrovia, superstrada) a quelli politici (tutti comuni guidati dal centrosinistra) ed anche personali fra i rispettivi amministratori. Certo, gli ambiti sanitari sono diversi, così come non sarebbe semplice per Tresignana uscire da un ente per passare all’altro. Ma è curioso che proprio di recente la minoranza di Tresignana abbia proposto di consultare i cittadini per capire se credono ancora nell’Unione Terre e Fiumi. E la stessa sindaca Laura Perelli venerdì è intervenuta dicendo «Fra dieci anni speriamo di esserci ancora». Insomma, la fiducia nell’ente non pare essere tanta.

A breve è previsto l’ennesimo incontro fra i tre sindaci con Pagnoni che preme: «Finora passi in avanti non ne sono stati fatti, anzi - ribadisce Pagnoni -. Bisogna fare in fretta, ma sia chiaro che Copparo non ha preso alcuna decisione, come si può vedere dal bilancio che abbiamo appena approvato e dalla programmazione del nostro comune. Di certo, senza più le entrate del velox e con gli altri due comuni reduci dalla fusione (dunque con contributi in arrivo), ad avere le maggiori ripercussioni economiche è proprio Copparo. Per questo dico andiamo avanti, ma facciamo in fretta...».

Certo, Copparo anche per ragioni politiche un pensiero a collaborazioni con Ferrara lo ha certamente fatto (ne si parlava per la Polizia locale e c’è già da anni per l’Assp) ed è sicuro che la Lega sarebbe pronta a dare un aiuto. Il cerino rimarrebbe in mano a Riva del Po, isolato geograficamente. Insomma, è proprio il caso di accelerare i tempi...

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