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Ferrara, caso Solaroli: poche ore per un accordo

Il vicecapogruppo (autosospeso) leghista Stefano Solaroli con il vicesindaco e compagno di partito Nicola "Naomo" Lodi

Pd e civici respingono l’appello del sindaco Alan Fabbri: deve parlare subito in aula, altrimenti non partecipiamo ai lavori di oggi e domani

FERRARA. Ci sono ancora poche ore per evitare l’Aventino dell’opposizione in Consiglio comunale, un fatto mai capitato nella storia istituzionale recente di Ferrara. La minaccia di Pd, Gente a Modo, Ac e M5s di non partecipare a nessuna delle discussioni e dei voti della sessione di oggi, che comprende tra l’altro regolamento ztl e proposta di suonare l’Inno di Mameli all’inizio delle sedute, e di quello di domani (c’è il Dup), è legata allo slittamento alla sera di martedì della discussione sul caso-Solaroli, e senza un segnale entro l’avvio dei lavori sembra destinato a concretizzarsi. Già alla fine dell’ultimo Consiglio comunale l’opposizione aveva lasciato l’aula per lo stesso motivo, ma in questo caso si tratterebbe di non partecipare ad intere sessioni.



Segnale

Il segnale dovrebbe arrivare, secondo l’opposizione pressoché unanime su questo, dal sindaco Alan Fabbri, il cui appello di sabato («basta boicottaggi, lavoriamo insieme») è caduto nel vuoto e che ieri si è fatto vivo via social per festeggiare dalla montagna i 18mila “like”. A parte dell’opposizione, ad esempio Roberta Fusari (Ac) e Dario Maresca (Gam), basterebbero dichiarazioni in apertura di seduta del sindaco, in modo tale da cristallizzare in sede istituzionale la copertura politica da lui garantita via social all’ex vicecapogruppo leghista Stefano Solaroli per la proposta di lavoro pubblico all’ex leghista Anna Ferraresi, in cambio delle sue dimissioni; ma anche sul caso Naomo, cioè pass e casa popolare del vicesindaco Nicola Lodi.

«Da tempo chiediamo che Fabbri parli in sede istituzionale, e vorremmo capire anche la posizione dei gruppi di maggioranza» dice Maresca; «il sindaco ha tutta la possibilità di dimostrare rispetto nei nostri confronti - aggiunge Fusari - Non si tratta di una sceneggiata a fini elettorali, vorrei discutere anche aspramente delle delibere, ma finché non si rimuove questo ostacolo non sarà possibile».


Mozione

Mentre Tommaso Mantovani (M5s) annuncia che, in assenza di novità, oggi non sarà proprio in aula, «ho gli scrutini ad Argenta e almeno mi renderò utile lì», il gruppo dem indica modalità e fissa paletti: «Noi ripartiamo dalla mancata discussione nel precedente consiglio - spiegava ieri il capogruppo Aldo Modonesi -. Non è vero che siamo indisponibili a un accordo, siamo stati noi a proporre di spostare il caso Solaroli alla fine della sessione di domani (oggi, ndr), ma la maggioranza ha dato un’altra dimostrazione di arroganza, dicendo no».

I dem sono irritati anche per la mancata concessione di un secondo passaggio in commissione del regolamento Erp.

In assenza di segnali, l’opposizione potrebbe dichiarare di non partecipare a discussione e votazioni, in alternativa all’abbandono fisico dei seggi. Appuntamento alle 15 in Municipio. —

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