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Ferrara, riqualificazione di corso Piave: pista ciclabile e niente senso unico

La giunta cambia progetto, restyling “leggero” ma completo. Bocciato dal ministero lo storno dei fondi verso il marketing

FERRARA. Nove progetti buoni su dieci sono una buona media, passando da un’amministrazione ad un’altra, ma il decimo è quello che incide maggiormente sull’assetto della viabilità di una zona cruciale della città, quella attorno allo Stadio, e uscirà completamente cambiato dalla “rimodulazione” avviata nei giorni scorsi. Si tratta appunto del sotto-progetto numero dieci del Bando periferie, che ha come titolo “Percorso turistico dalla stazione al centro” e interviene in particolare sull’assetto di corso Piave, nel tratto tra corso Isonzo e viale IV Novembre. Nel progetto originale, approvato dopo le note peripezie (fondi congelati, poi sbloccati) dal governo, si prevedeva il restringimento della carreggiata attraverso bauletti e alberature, tale da prevedere un senso unico di marcia per i veicoli. La decisione della nuova giunta è invece d’intervenire in maniera meno incisiva, mantenendo però il doppio senso di marcia ed estendendo la riqualificazione fino alla zona Stazione.

La trasferta. Le basi del nuovo progetto sono state gettate martedì scorso a Roma, dove una pattuglia di dirigenti comunali guidata dal dg Alessandro Mazzatorta e composta anche da Fulvio Rossi e Fabrizio Magnani, ha incontrato il consigliere ministeriale Giuseppe Renna. La rimodulazione proposta «non prevede una carreggiata a senso unico dalla stazione, ma eventualmente una pista ciclabile al fine d’incentivare la mobilità ciclabile da e per la stazione, in coerenza con il senso complessivo del Piano» rivela Mazzatorta. Con i soldi risparmiati dai bauletti, in sostanza, si può allungare la riqualificazione nel tratto di corso Piave compreso tra IV Novembre e via San Giacomo, che interessa particolarmente la giunta in quanto a ridosso di una zona delicata per l’ordine pubblico.


Il problema principale è dovuto al fatto che ogni cambiamento ai progetti già approvati va vistato dal nucleo di valutazione del ministero, non sono previste spese aggiuntive e ogni risparmio da appalto va restituito allo Stato. Si rischiava, insomma, che i 900mila euro riservati a questo sotto-progetto non restassero tutti nella disponibilità del Comune, e quanto risparmiato dalla riqualificazione del primo tratto di corso Piave non potesse essere reimpiegata negli interventi sul secondo tratto.

La “beffa”, a quanto si è capito dai resoconti degli emissari a Roma, è stata evitata dopo il faccia a faccia con Renna. L’iniziale richiesta ferrarese era, a dir la verità, addirittura di annullare il sotto-progetto per dirottare i fondi al marketing territoriale della zona, al quale può essere indirizzato fino al 5% del finanziamento totale del Piano periferie, che è di 18 milioni. Il ministero ha bocciato questa prima formulazione, accettando però la rimodulazione. «In sostanza - ha aggiunto l’assessore Andrea Maggi - ci viene data la possibilità di rendere il progetto maggiormente aderente alle mutate e attuali condizioni di questo quartiere».

La questione stadio. La versione originaria della qualificazione era diventata problematica, in realtà, anche a causa delle accresciute esigenze di ordine pubblico e viabilità collegate alla serie A di calcio ospitata nello stadio “Paolo Mazza”. Difficilmente avrebbe ottenuto infatti il via libera da parte delle autorità di pubblica sicurezza un intervento che riduceva la capacità di smaltimento del traffico, viario e pedonale, di un’arteria passante per lo stadio; i bauletti potevano essere inoltre considerati un intralcio per l’intervento delle forze dell’ordine. «Il piano così come concepito inizialmente non risponde alle reali esigenze della zona» sottolinea infatti Maggi. —

Stefano Ciervo

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