Patto per investire sull’arte a Ferrara: Previati riavvicina Comune e Regione

Bonaccini “benedice” la mostra in Castello e Sgarbi anticipa Schifanoia a marzo, Banksy in aprile e Koch a ottobre

FERRARA. Previati un piccolo miracolo lo ha fatto. Ha riavvicinato con la mostra a lui dedicata la Regione e il Comune nel segno dell’arte e della promozione culturale di Ferrara. C’era anche il neo rieletto presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ieri all’inaugurazione della rassegna su Previati in Castello a testimoniare la “bontà” della scelta del Comune di investire sempre di più nella cultura, attraverso i numerosi eventi e le numerose mostre che prossimamente occuperanno i più importanti palazzi della città. E per le quali è in atto una vera e propria ricerca di mecenati disposti ad investire su una città, Ferrara, che si vuole sempre più attrattiva.

Sgarbi. Ora c’è Previati quindi… ma «la città sarà nella condizione di più alta offerta culturale nel felicissimo periodo primaverile», diceva ieri il presidente di Ferrara Arte, Vittorio Sgarbi. In Castello infatti dopo Previati sarà la volta del primo dei cinque percorsi della Collezione Cavallini Sgarbi, con l’esposizione delle sculture dell’Ottocento e del Novecento da Bartolini a Innocenti.


Schifanoia. Il 12 marzo ci sarà invece la riapertura di palazzo Schifanoia dove sarà possibile ammirare «con una illuminazione senza precedenti – sottolineava Sgarbi – gli affreschi di Francesco del Cossa, e dove saranno esposti anche gli ori degli Estensi».

Banksy. Già il 24 aprile poi sarà la volta della mostra di Banksy, anche se «non autorizzata dall’artista», che rappresenterà un arrivederci a palazzo dei Diamanti, di cui però non sarà forse necessario aspettare la riapertura.

Palazzo Koch. «Stiamo pensando – diceva il critico d’arte – di rendere palazzo Koch, in accordo con i vertici deella Bper Banca, un temporaneo palazzo dei Diamanti in attesa della sua riapertura. Andremo verso mesi felici – assicurava Sgarbi – fino ad un’estate che non mancheremo di riempire di richiami per chi verrà a Ferrara». E anche Bonaccini presente ieri, scherzava Sgarbi, «alla più importante inaugurazione fatta da quando è stato eletto», ha sposato questa politica di valorizzazione della cultura.

Bonaccini. «Ci sono tre motivi per essere contenti – considerava il presidente della Regione – Il primo è che questa mostra ricorda la figura di un artista ferrarese non sempre riconosciuto ma che ha attraversato la storia dell’Ottocento e di parte del Novecento venendo riconosciuto dagli stessi futuristi come artista sperimentale. Il secondo motivo è legato alla cultura, che così viene valorizzata: nei cinque anni precedenti noi abbiamo triplicato i fondi per la cultura e io sono convinto che proprio due cose ci salveranno in questo mondo e sono la bellezza e la cultura, ed è qui che dobbiamo investire e Ferrara fa molto bene a farlo. E non solo perché la cultura garantisce la qualità della vita ma anche perché garantisce reddito, ricchezza e lavoro. Il terzo motivo per essere contenti – diceva poi Bonaccini – è il legame con il turismo che ha una mostra come questa: anche qui bisogna investire soprattutto considerando che in questi cinque anni in Emilia Romagna le presenze turistiche sono passate da 45 a 60 milioni e che il turismo culturale è la branca del turismo che più cresce nel mondo. Bisogna investire in questo settore anche per valorizzare le eccellenze che il territorio può vantare».

Fabbri.  Il sindaco Fabbri conferma il clima distensivo ringraziando «la Regione per il suo operato a favore dell’arte anche ferrarese. E in questo «l’impegno dell’amministrazione sarà ed è totale», ribadisce l’assessore Marco Gulinelli.

Ferrara Arte. Per dar vita al grande “piano culturale” serviranno però anche mecenati, che il nuovo membro del cda di Ferrara Arte subentrato a Davide Bellotti, Arturo Artom, avrà il compito di cercare: «viene qua per portare denaro – scherzava in mattinata Sgarbi – e dovrà fare cenacoli da cui usciranno tributi per la comunità». Confermava il suo ruolo lo stesso Artom: «cercherò di portare una felice contaminazione fra imprenditori e artisti per aumentare il grado di mecenatismo». E lo sguardo è rivolto anche a Torino dove al tempo del rinnovamento del Museo Egizio nacque l’associazione gli Scarabei per la promozione culturale: «l’idea – annunciava Artom – è di fondare un’associazione Amici di Ferrara Arte e di chiamarla i Diamanti”».

Giovanna Corrieri