“PiazzaVerdi” contro il Comune di Ferrara sulla convenzione con Sgarbi

Alberto Ronchi e Barbara Diolaiti

La nuova associazione con Ronchi e Diolaiti contesta i termini per portare la collezione in Castello. La replica dell’assessore 

FERRARA. Si scalda il clima politico attorno al tema della cultura e delle iniziative culturali strettamente connesse al futuro della programmazione legata ai contenitori cittadini.

E lo fa attraverso anche alla nascita dell’Associazione politica e culturale “PiazzaVerdi” presentata ieri da Alberto Ronchi e Barbara Diolaiti che si prefiggono da subito l’obbiettivo di far ripartire il dibattito a Ferrara, oggi inesistente, secondo I fondatori, attorno alle scelte della nuova amministrazione comunale in ordine al settore culturale. Primo tema da affrontare immediatamente nel mirino di “PiazzaVerdi” è far emergere le criticità della nuova convenzione tra il Comune di Ferrara e la Fondazione “Cavallini Sgarbi” che prevede l’esposizione delle opere della Fondazione Cavallini Sgarbi nel Castello Estense, attraverso la realizzazione di, diversi percorsi di mostra ma che per Ronchi e Diolaiti appare fortemente sbilanciata da ogni punto di vista a favore della Fondazione.


«Tutti i costi e gli obblighi, leggendo la delibera, sono a carico del Comune, sottolineano Ronchi e Diolaiti, e quindi della cittadinanza, e anche gli oneri: spedizioni, trasporti, assicurazioni, consulenze e allestimenti».

Anche sul tema non secondario della stampa del catalogo, i fondatori dell’associazione, sostengono, delibera alla mano, che la stampa dei cataloghi sono esclusivamente a carico del Comune mentre alla Fondazione andrà una percentuale pari all’80% delle vendite e al Comune solo il 20%. Tutti aspetti confusi, concludono, ai quali dobbiamo sommare la rimodulazione del costo del biglietto per l’entrata al Castello, la durata della convenzione stessa e soprattutto il cambio radicale dell’approccio all’offerta culturale che Vedeva Ferrara tra le principali città in ambito internazionale.

Marco Gulinelli, assessore alla Cultura, ha contestato fermamente la lettura negativa della nuova convenzione sottolineando che «la collezione Cavallini Sgarbi rientra nelle 500 collezioni riconosciute dal Ministero della Cultura già dal 2018 e rappresenta il carattere identitario della città di Ferrara». —


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