Bonaccini: lavoriamo per ridurre le distanze tra Ferrara e la regione, le potenzialità ci sono

Stefano Bonaccini

Il governatore: tasso di disoccupazione sceso al 4,9%, ma non basta. Cantieri per Cispadana, Idrovia, variante di Argenta e Metromare 

STEFANO BONACCINI *

Alle elezioni regionali abbiamo ottenuto una vittoria netta e partecipata, proponendo agli elettori una proposta per far fare all’Emilia-Romagna un passo avanti. Una proposta credibile anche per quanto fatto nel corso della legislatura precedente. Il risultato ci dice infatti che il buon governo conta eccome, là dove produce risultati concreti, e la nostra regione è ormai da cinque anni prima per crescita, con la disoccupazione praticamente dimezzata e l’export che continua a registrare record. Una crescita, però, non uniforme, con alcuni territori alle prese con problemi aperti e gli effetti della crisi tutt’altro che riassorbiti. Il Ferrarese è uno di questi. Intendiamo quindi fare di più e meglio, partendo dai progetti avviati e da quelli che vogliamo far partire. E dai segnali positivi che comunque ci sono, peraltro in parte riconosciuti: ricordo che a Ferrara città, a pochi mesi dalle comunali che avevano visto prevalere il centrodestra e la Lega, il 26 gennaio io e Lucia Borgonzoni abbiano ottenuto sostanzialmente lo stesso numero di voti.


FERRARA IN PRIMO PIANO

Nel progetto di sviluppo che abbiamo per l’Emilia-Romagna, Ferrara e l’intera provincia hanno un ruolo di primo piano. Le scelte strategiche che stiamo delineando - crescita sostenibile, cura del territorio, agricoltura, cultura e turismo - sono quelle più coerenti con le sue potenzialità di rilancio. Quelle su cui Ferrara può avere un vantaggio competitivo. Il lavoro per colmare la distanza con le aree cosiddette periferiche, dentro e fuori le città, dal ferrarese alle zone appenniniche, è già cominciato e passa per l’ascolto dei bisogni espressi dalle persone in termini di servizi, sicurezza, opportunità. Voglio che ancora di più rispetto ai cinque anni trascorsi, la Regione sia presente: per l’avvio della nuova legislatura e l’insediamento della nuova Giunta occorrono passaggi formali e procedure fissate dalle norme, ma sono già andato in tre comuni dell’Appennino modenese, per ascoltare e fare il punto sugli interventi prioritari; presto farò lo stesso andando a Goro. Attenzione, però, non cominciamo da zero: poche settimane fa abbiamo esteso ai comuni del Basso ferrarese la misura con la quale abbiamo dimezzato l’Irap per aziende, artigiani, commerciati e lavoratori autonomi dei comuni montani e saranno migliaia le imprese estensi che si vedranno restituiti per questo milioni di euro. Inoltre, le nuove e le start up, che decideranno di avviare l’attività, non pagheranno l’imposta per tre anni.

PATTO PER IL LAVORO

Lo stesso abbiamo iniziato a fare con il Patto per il Lavoro di Ferrara. È però il momento non solo di ridefinire le priorità ma anche di comprendere e valorizzare le specificità e le potenzialità dei singoli territori. Si tratta ora di accelerare, per azzerare divari che hanno già iniziato a ridursi. Ricordo che la differenza tra il tasso di disoccupazione provinciale più alto, a Ferrara, e quello più basso, a Reggio Emilia, è passata da 6,7 punti percentuali nel 2014 a 4,9 punti percentuali nel 2018. Di certo non basta, ma anche questo è un segnale.

SINERGIE

Non appena avrò nominato la Giunta, inizieremo subito a lavorare nell’ambito del Patto con il Comune, la Provincia e l’Ateneo di Ferrara. Ambiente e lavoro, non in contrapposizione ma in una nuova sinergia, sviluppo diffuso e sostenibile, qualità dell’occupazione, meno precaria e meglio retribuita, ne saranno i capisaldi. Investiremo su queste che sono le grandi sfide che abbiamo davanti, destinando risorse alla ricerca di un nuovo equilibrio tra sviluppo e coesione sociale e tra centri e periferie. Nel mondo assistiamo ad un aumento delle disparità tra aree urbane e aree rurali, interne e montane, tra centri e periferie delle città stesse. In Emilia-Romagna vogliamo contrastare questa tendenza per ridurre le distanze: tra la città di Ferrara e il resto del territorio regionale ma anche tra la città stessa e la sua provincia. Il Basso Ferrarese dove, grazie alla strategia sulle aree interne, sono pronti investimenti per 12 milioni di euro. Non solo il dimezzamento dell’Irap, dunque.

BENI COMUNI

La provincia di Ferrara è un territorio a forte dotazione di “beni comuni” come acqua, risorse naturali e fluviali. Il Green New Deal regionale vedrà Ferrara in una posizione di forza perché più di altre aree può stare dentro al nuovo disegno di sviluppo del territorio con esperimenti avanzati in materia di energie rinnovabili (che vedono il Ferrarese già al primo posto tra le province emiliano-romagnole), tutela ambientale, cura del territorio, disinquinamento idrico, colture avanzate, agricoltura di precisione, nuova imprenditorialità ecologica, nuovo turismo culturale e sostenibile. Una prospettiva già indicata in una recente delibera di Giunta che ha approvato le prime linee di indirizzo della programmazione dei fondi europei 21-27 per uno sviluppo t integrato capace di mettere in rete città e aree rurali.

UNIFE

Decisiva sarà la capacità di collaborare tra istituzioni così come decisivo sarà il ruolo dell’Ateneo di Ferrara. Da tempo abbiamo individuato in Ferrara città universitaria una risorsa decisiva per il futuro. Per questo in soli 5 anni abbiamo finanziato all’Ateneo circa 10 milioni di euro per assegni di ricerca, borse di dottorato, scuole di alta formazione, progetti di ricerca industriale. Così come, per garantire il diritto allo studio al 100% degli studenti idonei – a Ferrara passati dai 1.544 dell’anno accademico 2014/2015 ai 2.350 del 2018/2019 -, abbiamo sostenuto una spesa che supera i 34 milioni di euro. Uno sforzo notevole per favorire l’attrattività dell’Università, portare giovani ad abitare e vivere la città, trasferire nuove competenze e capacità di innovazione nelle imprese.

INFRASTRUTTURE

Per ridurre le distanze e generare un nuovo sviluppo servono però anche infrastrutture Nei prossimi cinque anni saranno tante le opere ferme da troppo tempo che saranno avviate e in alcuni casi completate. Mi riferisco alla Cispadana, l'autostrada regionale che collegherà l'A22 Autobrennero con l'A13 Bologna-Padova tra i caselli di Reggiolo (Reggio Emilia) e Ferrara Sud. Vogliamo rendere interamente navigabile l’Idrovia ferrarese, e solo pochi giorni fa abbiamo avuto la notizia dello sblocco degli oltre 60 milioni di euro che siamo pronti a investire per questo. Poi la Variante di Argenta e la previsione di portare il Metromare che collega Rimini a Riccione fino alla provincia di Ferrara. Infrastrutture fondamentali anche da un punto di vista ambientale, per liberare le aree urbane e i centri abitati dal traffico, soprattutto quello pesante. È tempo di accelerare tutte le politiche di conversione verso la piena sostenibilità valorizzando le potenzialità e gli spazi che questo cambiamento offre ai giovani in termini di nuove opportunità di lavoro. È tempo di aggredire la perdita di coesione e il disagio sociale che alcuni territori stanno vivendo, investendo risorse ed energie per garantire una società ed un ambiente sostenibili, per tutti, oggi e domani. Ferrara e il suo territorio devono essere protagonisti di questo percorso. E lo saranno.

* Presidente della Regione Emilia-Romagna