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Azzerati, paga la banca: «Ora tocca a Carife»

L'ex sede Carife in corso Giovecca

Primo caso di tribunale che rende esecutivo un lodo Consob. Il legale Cerniglia: si può replicare a Ferrara, pronti due ricorsi

FERRARA. Due azionisti ferraresi ex Carife hanno ottenuto un lodo favorevole dalla Consob, che impone a Bper, banca subentrante alla Cassa, di pagare l’intero ammontare dei titoli azzerati: si tratta di importi ingenti, di 150 e 180mila euro. La banca non ha ancora adempiuto, ma è in vista la presentazione al tribunale di due decreti ingiuntivi «a titolo esecutivo» che, in caso di accoglimento da parte del giudice, non lascerebbero a Bper altra via d’uscita al di fuori del pagamento dell’intera somma, volendo evitare pignoramenti.

Il precedente


Cosa fa pensare che questa sia la strada giusta? «Abbiamo ottenuto un precedente importantissimo, prima volta in Italia, che può aprire la strada ai due risparmiatori ferraresi e quanti altri vorranno seguire il percorso che porta all’arbitro Consob» ha spiegato ieri in città Massimo Cerniglia, uno dei legali più coinvolti nelle vicende del risparmio tradito.

Il caso sui fa riferimento Cerniglia si è concluso una decina di giorni fa quando Banca Intesa ha provveduto a pagare quanto dovuto a suoi clienti: 106mila euro di azioni azzerate più interessi (8mila euro) e spese legali, in tutto 120mila euro. I protagonisti del caso sono risparmiatori che acquistarono a suo tempo azioni di Veneto Banca, poi finita in liquidazione e acquisita appunto da Intesa, non direttamente agli sportelli veneti ma attraverso Banca Apulia. Questo particolare ha consentito a Cerniglia di chiamare in causa la banca subentrante, operazione non consentita per legge («un decreto ad hoc emanato nel 2017» ha sottolineato) a chi acquistò direttamente da una delle banche venete.

L’arbitro Consob condannò nel già nel 2018 la subentrante Intesa a pagare l’intero importo. «I provvedimenti dell’arbitro non sono esecutivi, e le banche non adempiono mai - sottolinea il legale - Così nel gennaio 2019 chiesi al tribunale di Roma, competente in quanto l’arbitro Consob è insediato nella capitale, l’emissione di un decreto ingiuntivo, che arrivò appena cinque giorni dopo. La banca si oppose e, poiché il provvedimento non era esecutivo, non pagò. Ci siamo quindi costituiti in giudizio chiedendo stavolta anche la concessione della provvisoria esecuzione del pagamento, e le nostre richieste sono state accolte il 3 dicembre 2019».

similitudini

Cosa fa pensare che il lieto fine sia applicabile anche ai risparmiatori ferraresi e a Bper? «I principi dell’arbitrato Consob sono validi per tutti, perché si fondano sulla mancata informazione al momento della vendita sulla illiquidità del titolo. Può essere valido anche per l’aumento di capitale 2011, in quanto non è ancora scattata la prescrizione decennale - ragiona il legale - È vero che Consob in passato ha riconosciuto solo una parte dei titoli azzerati ai ferraresi, ma dimostrando che non si potevano vendere a ridosso dell’aumento di capitale si aggira l’ostacolo». Si potrebbe attivare l’arbitrato per il 70% dei titoli non rimborsati dallo Stato, è la sua conclusione.

È chiaro che un caso-pilota tutto ferrarese aiuterebbe a sciogliere i dubbi. —

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