Velox Copparo-Ro: vinto un altro ricorso. «I cittadini lasciati soli dalle istituzioni»

Nuova puntata della vicenda sul contestato dispositivo. Tolte le sanzioni alla consigliera Simoni: «Silenzio di prefetto e Unione» 

COPPARO. Era una delle udienze attese sulla vicenda del velox sulla provinciale 5, fra Copparo e Ro. E riguardava in prima persona Daniela Simoni, consigliera della lista Gente di Riva del Po, che nel corso dei mesi ha seguito la battaglia del comitato dei tanti multati, fondato da Lorena Rizzardi, a sua volta candidata alle ultime elezioni con la stessa lista. Ebbene, davanti al giudice Simoni ha raccontato l’iter affrontato, anche dopo lo spegnimento del velox, vincendo il ricorso che cancella le 4 infrazioni (circa 400 euro complessivi e 3 punti in meno).

Il viaggio


«Quando il servizio postale mi notifica in unica soluzione 4 verbali di infrazione al Codice della strada, ho capito poi che ero comunque una privilegiata. In rete e sui giornali le cifre di quella che pareva un’ecatombe si rincorrevano e creavano sbigottimento: automobilisti che di verbali ne avevano ricevuti 20, fino a 7.000 euro e azzeramento punti patente. I più colpiti i lavoratori della Berco e quanti di Copparo fanno una meta quotidiana: una media di 250 verbali al giorno. Un comitato di cittadini si organizza in fretta ed io vengo contattata dalla dottoressa Rizzardi e dall’ispettore in pensione Carlo Spaziani. Decido immediatamente - dice Simoni - di supportarli e inizio a conoscere omologazione, verbale di taratura e targhe false utilizzate, incidentalità dell’ultimo quinquennio, abbassamento della velocità della strada provinciale, cartelli di segnalazione validati prima di essere collocati, il km dall’incrocio, l’attentato di stampo mafioso al velox. Produco ricorso avverso i miei verbali al Giudice di pace di Ferrara e al contempo provvedo (in qualità di consigliere comunale di minoranza) a depositare un esposto nelle mani del prefetto».

La battaglia legale

«La prima udienza a maggio 2019: ne sono seguite altre 4 perché dal giudice sempre rinviate in attesa del riscontro del prefetto. L’organo di governo locale mai si è espresso, ma con un accesso agli atti riesco a intercettare uno scambio epistolare tra prefetto e presidente Unione: il primo comunicava che il velox era stato collocato senza rispettare la distanza dall’incrocio e così chiedeva al secondo quali provvedimenti intendeva adottare. A luglio 2019 il velox veniva spento ed a ottobre 2019 rimosso del tutto. È stato un viaggio faticoso e mi sono fermata spesso durante il cammino: ho amaramente capito che le istituzioni che dovrebbero per definizione tutelare la legalità in realtà sono le prime ad abusarla e a calpestarla. Ho capito con profonda tristezza che coloro che avrebbero dovuto proteggermi e accompagnarmi (prefetto, sindaco, comandante Polizia locale) non hanno esitato a lasciarmi sola. Ma ora ho anche la certezza che i cittadini insieme sono una forza inarrestabile», chiude Simoni. —

D.B.

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