Rivolta a Francolino: la prima elementare riapre a Malborghetto

È guerra tra i genitori delle due frazioni per avere la classe. Contestata la scelta della preside: mobilitazione da domani 

FRANCOLINO. Sono in rivolta i genitori di Francolino. I loro figli il prossimo settembre avrebbero dovuto cominciare la prima elementare nella scuola di via Calzolai 326 ma all’ultimo hanno scoperto che avrebbero dovuto spostarsi di qualche civico, al 136 per la precisione. Stessa strada certo, ma frazione diversa: là si è infatti a Malborghetto.

QUESTIONE DI NUMERI


La scoperta l’hanno fatta sabato scorso quando a partire dalle ore 13 hanno ricevuto la fatidica telefonata. In sostanza, gli si è detto, i bambini in ingresso nella scuola di Francolino e in quella di Malborghetto sono troppo pochi, impossibile avviare due diverse classe prime. Unica soluzione l’accorpamento a favore di... Malborghetto, nonostante qui i nuovi bambini siano circa 5 e là almeno il doppio. «Non c’è logica, siamo in maggioranza», è la contestazione dei genitori sul piede di guerra, e quella della preside, dicono, «è solo una presa di posizione». Forse dettata da buone ragioni, visto che nel caso in cui una scuola non dovesse riuscire a formare una classe prima per due anni consecutivi sarebbe costretta a chiudere.

E Malborghetto potrebbe trovarsi proprio in questa situazione l’anno prossimo. La decisione di Lia Bazzanini, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Cosmè Tura, sarebbe quella quindi di tutelarne l’esistenza. «Ma così si mette a rischio quella della nostra scuola di Francolino – dicevano i genitori ieri in “assemblea tattica” – chi ci garantisce che Francolino possa mettere in piedi una classe prima l’anno successivo? Saremmo a rischio chiusura anche noi a quel punto. E poi se tutti decidessimo in massa di non iscrivere i nostri figli a Malborghetto ma in altre scuole della città, non chiuderebbero entrambi gli istituti?». Non cambieremo frazione né istituto, affermano i genitori, specie «per trasferirci in una scuola che ha numeri bassi per una ragione: a Malborghetto non c’è una palestra per fare educazione fisica e i bambini sarebbero costretti a spostarsi in altri istituti. E poi c’è la questione del riscaldamento, spesso mal funzionante»; per questo sono già in programma interventi di manutenzione, annunciati negli scorsi mesi dall’amministrazione.

Ma di certo non basta: «Venerdì alle 17 – diceva una mamma – siamo stati convocati dalla preside che vuole condividere con noi le “opzioni per il prossimo anno”»; «è troppo tardi – ribatteva un altro genitore – dobbiamo muoverci prima».

LA MOBILITAZIONE

La decisione ultima è stata infatti quella di mobilitarsi già a partire da oggi: ci saranno passaparola, cartelli attaccati ovunque. L’intenzione è quella di protestare contro la decisione della preside già domani, «e dobbiamo coinvolgere – dicevano i genitori – tutto il paese. Queste scelte riguardano tutti: i nonni che potrebbero avere problemi ad accompagnare i nipoti in una scuola più lontana, e tutta la cittadinanza che così facendo viene pian piano privata di servizi. Qualcuno intenzionato a trasferirsi a Francolino ha rinunciato sapendo che non ci sarebbe più stata la classe. —

Giovanna Corrieri

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