Paese dormitorio, scolari pendolari. Villanova perde la prima elementare

Il comitato dei genitori: le abbiamo provate tutte, ma gli iscritti sono pochi. Martedì incontro con la dirigente scolastica

VILLANOVA. «Se vogliono tenere aperto devono fare scuole per la terza età» è stata ieri l’amara constatazione di un cliente del bar Amico di Villanova, a pochi metri dalla scuola elementare che quest’anno, come lo scorso, non riuscirà a formare una classe prima. A nulla è valso l’impegno di questi mesi del comitato dei genitori per promuovere la scuola e tutte le sue qualità. Contano i numeri, troppo bassi. E di certo complice della situazione è la posizione della frazione, ai margini di Ferrara.

Francolino, sit in dei genitori davanti a scuola

«Qui ormai non si vedono più mamme – diceva il barista di Villanova – c’è un calo costante delle nascite... e quasi ogni anno abbiamo problemi di questo tipo». Già nel 2008 infatti la scuola rischiò la chiusura: allora però dopo le proteste si ottenne la possibilità di formare una classe da sette bambini. «Ora la normativa non lo prevede più», diceva la referente dei progetti del plesso Maria Rita Cabrini, e di conseguenza i quattro bambini che hanno fatto domanda a Villanova non sono stati sufficienti per scongiurare l’ennesimo addio alla classe prima. Già a febbraio le quattro famiglie sono state contattate e indirizzate verso la loro seconda scelta. «Del resto la scuola di Villanova fa parte di un istituto comprensivo, il Don Milani, che ha plessi anche in centro città – faceva notare la referente Paola Benazzi – ed è vicina anche a Comuni come Formignana e Masi Torello che hanno politiche scolastiche mirate a tenere aperte le strutture. Prevedono per esempio agevolazioni economiche sui trasporti, riuscendo così a garantire i servizi». «E così nonostante la nostra scuola sia piccola, tutta su un piano e a misura di bambino – aggiungeva Cabrini – nonostante porti avanti tanti progetti contro lo spreco alimentare e tanti altri che hanno un valore importante per un paese così piccolo, non si riesce ad attirare bambini».

IL COMITATO GENITORI

In questi anni per salvare la scuola di Villanova è stato fatto molto: «le abbiamo provate tutte – raccontava Alessandro Borghesi, presidente del comitato genitori – abbiamo organizzato banchetti per due mesi e distribuito volantini ma il problema è che i bambini sono troppo pochi. Dall’amministrazione ci avevano promesso contributi sui trasporti ma sono arrivati troppo tardi, a metà gennaio dopo la chiusura delle iscrizioni»; e pare avrebbero potuto fare la differenza queste misure.

Intanto martedì prossimo i genitori di Villanova incontreranno la preside Daniela Veloccia e a lei chiederanno, temendo che la scuola possa chiudere, di avere riguardo per la scuola, anche in vista degli otto/nove bambini dell’asilo di Sabbioncello che per il 2021 potrebbero essere la base da cui ripartire per avviare a Villanova una nuova classe prima. —

Giovanna Corrieri

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