Goro: non fu truffa ai danni dell'Inps, assolti dirigenti Copego

Massimo Genari, presidente Copego

Il tribunale: l'evasione è stata minima, il fatto non è reato. Ritenuto corretto l'operato di presidente e responsabile. Per l'accusa non erano stati versati contributi da parte di 411 pescatori

GORO. Nessun inganno ai pescatori né truffe alle casse dell’Inps: assolti perché il fatto non costituisce reato. I due dirigenti del Copego (Consorzio pescatori di Goro), il presidente Massimo Genari e il responsabile amministrativo Paolo Stocco non dovranno rispondere del reato di truffa e per loro l’assoluzione è con formula piena. Lo ha stabilito il tribunale con sentenza e la vicenda, sempre che non si voglia andare in Appello, potrebbe essere già chiusa. Nemmeno a dirlo, soddisfatti i pescatori del Copego e in particolar modo Genari e Stocco, sicuri fin dal primo momento della correttezza del loro operato.

I fatti

In effetti avevano anche detto, a Goro, che il caso dei mancati pagamenti all’Inps da parte di 411 pescatori del Copego, sul quantitativo pescato di vongole denunciato, era «una tempesta in un bicchiere d’acqua». I due massimi vertici, il presidente Massimo Genari e il responsabile amministrativo Paolo Stocco, erano accusati di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato per 258mila euro non versati all’Inps. Nello specifico, il Copego era stato accusato di aver indotto i pescatori a far compilare i modelli “Cd1 Var” destinati all’Inps, «attestando falsamente che ogni pescatore aveva pescato vongole per una quantità inferiore di 120 quintali, nell’anno 2014»: nell’atto giudiziario, per tutti i 411 pescatori coinvolti nello stesso anno e con le stesse modalità, vengono indicate le cifre e il cambio di fascia contributiva, passando dalla “fascia 2 “sopra i 120 quintali, alla “1” per cui i contributi si sono ridotti del 20 % circa, risparmiando cifre da 326 a 1. 300 euro, arrivando alla quota globale di 258. 235, 41 euro. Secondo procura e finanza che hanno condotto le indagini, i pescatori erano del tutto inconsapevoli della falsificazione, e chi di fatto faceva compilare i moduli in tal senso era il Copego, ottenendo globalmente la riduzione dei contributi Inps.

Il processo

Un “buco” per cui il pm Andrea Maggioni ha imputato per i reati di truffa aggravata allo Stato e falso in attestazioni i due dirigenti Copego, appunto il presidente Massimo Genari e il responsabile amministrativo Paolo Stocco. Ma il Copego ha sempre sostenuto che «la cifra contestata è stata pagata interamente all’Inps». «Non c’è stato nessun inganno né verso i pescatori, né tantomeno verso l’Inps. In questa vicenda non vi è nessun atto truffaldino allo Stato da parte dei dirigenti chiamati in causa», aveva detto il legale dei due dirigenti, Walter Gatti. E in effetti pare proprio che le cose stiano in questo modo. L’assoluzione è arrivata con formula piena perché il fatto non costituisce reato: l’evasione sarebbe minima, tanto da non rientrare nel penale. –