Coronavirus, due ferraresi in quarantena volontaria

Davanti all'ospedale Schiavonia di Monselice carabinieri con mascherina

Fino a qualche giorno fa erano in servizio, anche s e non come operatori sanitari, all'ospedale Schiavonia, dove si è registrata la pèrima vittima italiana. La Cidas in ansia per autista soccorritore

FERRARA. Due ferraresi, uno residente in città e l’altro in provincia, si trovano in queste ore sotto osservazione perché fino a qualche giorno fa erano in servizio - non come operatori sanitari - all’ospedale Schiavonia di Monselice, dove è stata registrata la prima vittima italiana del Coronavirus. Gli ultimi sviluppi dell’epidemia, che hanno cambiato nel giro di un giorno lo scenario nazionale, hanno indotto entrambi a darne comunicazione alle autorità sanitarie e a sottoporsi volontariamente a un periodo di quarantena domiciliare e di osservazione. Al momento, va sottolineato, stanno bene e non presentano sintomi.

L’azienda Asl di Ferrara ha avviato la procedura di monitoraggio, così come sono attualmente sotto osservazione, sempre in via precauzionale e in assenza di sintomi, quattro studenti delle scuole superiori ferraresi rientrati in Italia dalla Cina.


In queste ore è in fibrillazione anche la cooperativa Cidas di Copparo per la sorte di un autista soccorritore che risiede in Veneto e che sempre all’ospedale di Monselice è venuto a contattato con un paziente poi risultato colpito dal Coronavirus.

In una nota la cooperativa fa sapere che nella giornata di venerdì è stata informata «che un autista soccorritore Cidas in servizio presso l’ospedale di Schiavonia è venuto in contatto con un paziente che successivamente è risultato positivo ai primi test del coronavirus».

Cidas assicura di avere «immediatamente attivato tutti i protocolli nazionali e regionali necessari a tutela massima della sicurezza e benessere di tutto il proprio personale dedicato al servizio dell’ospedale di Schiavonia».

L’autista soccorritore, prosegue Cidas, « è già da ieri sera (venerdì, ndr)in isolamento domiciliare. Il mezzo ambulanza oggetto del trasporto è fermo in disinfezione», mentre «tutto il personale di Cidas in turno nella giornata di venerdì all’ospedale di Schiavonia si è già sottoposto al tampone come misura precauzionale».

«I colleghi del trasporto sanitario - conclude la comunicazione della cooperativa - sono impegnati ogni giorno nel fornire un importante servizio di pubblica utilità. La cooperativa Cidas è orgogliosa del loro lavoro e li ringrazia per la professionalità che anche in questo frangente stanno dimostrando». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA