Coronavirus: divieti e permessi, la Regione spiega. Garantiti i mercati e i centri sociali

All’indomani dell’ordinanza, ecco le note esplicative. Stop alle sagre, nessuna limitazione ai matrimoni

FERRARA. L’ordinanza contingibile e urgente pubblicata domenica sera dalla Regione per contrastare l’emergenza sanitaria legata all’epidemia da Covid-19 (Coronavirus) è stata integrata da chiarimenti che entrano nei dettagli delle disposizioni diramate in prima battuta dal documento condiviso con il ministero della Salute.

Alcuni quesiti erano stati posti al prefetto Michele Campanaro durante i lavori del comitato che ha riunito per circa due ore sindaci e autorità della provincia attorno allo stesso tavolo, a Palazzo Giulio D’Este. Dal blocco quasi generale delle attività proibite sono escluse guide turistiche, centri sociali, matrimoni e funerali, servizi agli anziani, corsi e l’attività sportiva ordinaria. Vediamo in dettaglio.

Chiarimenti Applicativi dell'Ordinanza Regionale by Davide Portioli on Scribd

I dati. Il preambolo dell’ordinanza emanata domenica, che parla di 9 casi confermati di infezione in regione, è stato aggiornato nella conferenza regionale convocata a Bologna lunedì, quando i tamponi positivi sono saliti a 19 (nessuno di questi, però, a Ferrara e provincia).

Le misure straordinarie prevedono una serie articolata di opzioni fra sospensioni, chiusure di servizi e obblighi di attenersi a precise norme di comportamento.

Il mancato rispetto delle disposizioni implica la violazione dell’articolo 650 del codice penale.

Le disposizioni. In generale, riporta l’ordinanza, sono sospese «manifestazioni e iniziative di qualsiasi natura, eventi e ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludica, sportiva» come concerti , attività di spettacolo (teatri, cinema, discoteche e sale da ballo). Su questo punto i sindaci ieri mattina, all’incontro in prefettura, hanno sollevato parecchi interrogativi per capire, sulla base dei propri calendari, quali iniziative annullare o confermare.

Tra i temi dibattuti, le palestre  e i mercati (nella vicina Occhiobello, nel Veneto, regione che conta numerosi casi di infezione, un’ordinanza del sindaco, Sondra Coizzi, non li vieta, ma chiude biblioteche e palestre).

Poche ore dopo è arrivata la circolare applicativa con le indicazioni su fiere, mercati, lunapark, già citati all’inizio dell’articolo, ai quali vanno aggiunti mercati straordinari, meeting, convegni, sfilate. Fanno eccezione i mercati settimanali, che «in via generale» non vengono sospesi, un altro dubbio sciolto ieri pomeriggio.

Formazione. Confermata la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, università compresa, e i servizi educativi (asili, nidi); escluse le attività formative «svolte a distanza». Stop anche alle gite scolastiche. Non saranno sospesi i corsi ordinari gestiti da centri linguistici, centri musicali e scuole guida, ha precisato la nota integrativa.

Stop invece alle attività di formazione professionali con gruppi classe, mentre i servizi erogati in forma individuale (colloqui di orientamento) «potranno svolgersi regolarmente.

Bloccati anche i concorsi (il ministero ha bloccato l’esame di Stato di abilitazione alla professione di medico chirurgo fissata per il 28 febbraio, rinviato a data da destinarsi).

Servizi pubblici. Tra le funzioni pubbliche si potranno celebrare i matrimoni e le esequie civili e religiose.

Non saranno aperti, per il periodo di validità dell’ordinanza, musei, aree e parchi archeologici, archivi e complessi monumentali, mentre restano accessibili le biblioteche.

Sanità e sociale. Chi rientra in regione da viaggi in zone a rischio epidemiologico (come indicate dall’Oms) deve comunicare la circostanza all’Asl (Dipartimento di Prevenzione e Salute pubblica). Negli ospedali dovranno essere limitate le visite ai pazienti, «preferibilmente una visita per persona al giorno». Ma restrizioni sono previste anche per gli accessi degli ospiti nelle strutture socio-sanitarie residenziali.

Potranno continuare ad essere svolte tutte le attività di sostegno e supporto alle persone anziane e diversamente abili, come servizi semi-residenziali e centri diurni. Potranno essere operativi anche i centri di aggregazione sociale(circoli ricreativi, centri sociali, centri giovani, centri anziani, orti urbani). Uno dei canali possibili di diffusione del virus passa per l’inadeguata protezione del personale sanitario, che per la tipologia del servizio prestato rientra tra le categorie più a rischio (diversi i casi, anche a Ferrara, di persone messe in quarantena in attesa dell’esito degli esami di laboratorio). Questi operatori dovranno attenersi scrupolosamente «alle misure di prevenzione per le infezioni per via respiratoria» e applicare «rigorosamente le indicazioni per la sanificazione e disinfezione degli ambienti previste dalle circolari ministeriali».

Trasporti. Treni regionali emezzi del trasporto pubblicolocale (su strada e su acqua) dovranno essere quotidianamente disinfettati.

Norme igieniche. Vengono raccomandate anche alcune misure igieniche: lavarsi spesso le mani; mettere a disposizione nei luoghi più frequentati le soluzioni idroalcoliche idonee; evitare il contatto ravvicinato con persone «che soffrono di infezioni respiratorie acute»; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; coprirsi naso e bocca se si starnutisce o si tossisce; assumere antivirali e antibiotici solo se prescritti dal medico, usare la mascherina solo se si sospetta di essere ammalati o si assistono persone ammalate; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

Le aziende. Tra le grandi aziende private Hera invita i propri clienti a «privilegiare i canali di contatto telefonici e on line» e a recarsi agli sportelli «solo in caso di necessità».

La circolare applicativa regionale consente la regolare apertura di tutte le attività economiche, agricole, produttive, commerciali, di servizio e ricettive, compresi esercizi pubblici e mense. Consentite le attività corsistiche aziendali, ma solo se non comportano un’aggregazione consistente di persone. Via libera anche alle guide e agli accompagnatori turistici. —

Gi.Ca.