Permessi straordinari per i dipendenti regionali, ma non per quelli di Provincia e Comuni ferraresi

Accudimento bimbi e anziani, l’accordo regionale taglia fuori il personale degli enti locali. Uba (Uil): è discriminazione. Sanità, via libera alla flessibilità

FERRARA. Lo hanno già chiamato “permesso coronavirus” perché è spuntato ai tavoli regionali come modalità di gestione delle situazioni di difficoltà lavorativa nel settore pubblico legata, appunto, all’emergenza di questi giorni. Il fatto è che di questa possibilità per il dipendente pubblico di prendersi un giorno senza intaccare il proprio monte ferie, magari per accudire il figlio lasciato a casa da scuola o il parente anziano che si ritrova senza badante, non c’è traccia sui contratti, né individuali né collettivi. Una situazione che sta creando non poco imbarazzo tra i sindacalisti e ai piani alti degli enti pubblici. «Questi “permessi straordinari” sono effettivamente applicati in Regione, ma non in altri enti locali - sottolinea Leonardo Uba (Funzione pubblica Uil) - Mi sembra che con l’accordo firmato l’altro giorno si sia introdotta una discriminazione tra i dipendenti regionali, che possono usufruirne, e quelli degli enti locali». Alcune interpretazioni sindacali, tra l’altro, stanno mettendo in discussione la possibilità di applicare questo strumento anche in Regione, visto che il nuovo decreto ministeriale non ha regolarizzato, contrariamente alle previsioni, questo specifico strumento.

La conferma arriva da Palazzo Municipale: «In effetti non esiste tra gli istituti contrattuali da noi utilizzabili questo “permesso straordinario” - dice Alessandro Mazzatorta, direttore generale del Comune di Ferrara - Al momento, per le esigenze del personale collegato all’emergenza coronavirus, stiamo applicando gli strumenti in nostro possesso, magari interpretandoli in maniera estensiva. Parlo di permessi ordinari e ferie».


Provincia apripista

Non risultano accordi specifici nei Comuni, mentre l’amministrazione provinciale già la scorsa settimana ha emanato una circolare nella quale apre alla «massima flessibilità in favore dei dipendenti che hanno minori o anziani a casa - spiega Natale Vitali (Fp Cgil) - C’è grande disponibilità a variare l’orario sia in entrata che in uscita, come pure la possibilità di dilatare i rientri pomeridiani per recuperare ore. È un provvedimento che può essere un modello per altre amministrazioni».

Arriva la sanità

Ieri è stato firmato in Regione un accordo per il personale delle aziende sanitarie, che riguarda anche Asl Ferrara e Sant’Anna, «ci sono permessi aggiuntivi rispetto ai tre previsti dal contratto per motivi personali - è sempre Vitali a parlare - Si parla ovviamente di amministrativi, non di personale medico e paramedico. Sempre per queste tipologie di lavoratori sono previsti percorso di smart working, cioè lavoro da casa». Il ventaglio delle casistiche è molto ampio, bisogna verificare la risposta dei dipendenti. —

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