Ferrara, anziani spariti dalle piazze. L’Auser: dimezzate le presenze nei circoli

Il Comitato scientifico consiglia alla terza età di non uscire di casa. Meno capannelli di pensionati, ridotti anche i trasporti assistiti 

FERRARA. Fra le tante barriere che il Coronavirus ha innalzato nel nostro vivere quotidiano, mettendo all’indice baci, abbracci e strette di mano, ce n’è una in particolare che sta avendo un effetto anche visibile nella nostra città: per la strada ci sono meno anziani. È difficile trovare con la frequenza di un tempo capannelli di pensionati che chiacchierano o che osservano qualche cantiere in funzione.

STARE IN CASA


Le ultime disposizioni dettate dal Comitato tecnico scientifico consigliano a tutti gli over 75 di restare in casa ed evitare i luoghi affollati, indicazione estesa anche agli over 65 che soffrono di patologie. È proprio questa la fascia di età più esposta ai rischi e alle complicanze dell’infezione da Covid-19, e da qui la misura prudenziale per scongiurare il contagio. Ma prima ancora che gli esperti si pronunciassero ufficialmente, la cautela aveva già suggerito alle persone della terza età di limitare gli spostamenti e a uscire dalle mura domestiche solo per svolgere le incombenze indispensabili, sacrificando i contatti sociali.

I SACRIFICI

Meno incontri con gli amici al centro anziani, meno frequentati i corsi di ginnastica dolce in palestra, meno passeggiate in centro, anche solo per vedere i negozi o incontrare gli amici al bar per quattro chiacchiere. Un cambiamento che sta producendo un forte impatto sulla comunità ferrarese, con un’alta percentuale di persone con più di 65 e 75 anni di età. Con il rischio, peraltro, di acutizzare il senso di solitudine e i timori nei confronti di un nemico invisibile che in due settimane ha profondamente cambiato le nostre abitudini e il nostro approccio nei confronti del prossimo, ognuno nel proprio raggio di sicurezza di due metri.



I CIRCOLI

«La presenza nei nostri circoli è crollata - conferma Sandro Guizzardi, presidente Auser, l’associazione per l’invecchiamento attivo presente con 22 gruppi in quasi tutti i Comuni del Ferrarese (a eccezione di Mesola e Terre del Reno) e che conta oltre 2.200 persone tra soci e volontari. «La settimana scorsa i nostri circoli sono rimasti chiusi, ma alla riapertura abbiamo registrato un dimezzamento di frequentatori. Seguiamo con il massimo rigore tutte le indicazioni, dal rispetto delle distanze di sicurezza all’utilizzo del disinfettante per le mani, ma tutta la nostra attività in questi giorni risulta essere fortemente ridotta».

TRASPORTI

Tra i servizi offerti dall’Auser, anche quello dell’accompagnamento di persone anziane non autosufficienti in ospedali e ambulatori per esami o visite mediche, ma anche su questo fronte le richieste sono diminuite sensibilmente: «Anche per i trasporti abbiamo adottato un codice di sicurezza, caricando un solo passeggero alla volta e dotando tutti gli operatori di gel per lavarsi le mani - continua il presidente Auser - I nostri servizi di supporto continuano, non abbiamo mai rinunciato a portare avanti la nostra attività ma non c’è stata una crescita della domanda, semmai il contrario, perché spesso per il timore di trovarsi a contatto con le persone i pazienti hanno preferito disdire e rinviare gli appuntamenti non urgenti per visite ed esami. E ci aspettiamo che, una volta terminata l’emergenza, ci troveremo a gestire un corposo arretrato». in agguato c’è l’ombra del senso di abbandono, soprattutto per i più soli che nei circoli ricreativi trovano un importantissimo spazio di vita sociale e contatto umano. «Noi ci siamo e continuiamo a esserci - ribadisce Guizzardi - I nostri operatori in teoria sarebbero anche in grado di coprire un 10% di richieste in più rispetto all’ordinario, ma in ogni caso alla mattina sono a disposizione e sempre in grado di rispondere. Il nostro numero è 0532 64075, il Coronavirus non ha fermato il nostro impegno». —

Alessandra Mura

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