Coronavirus, decimo caso positivo dopo il tango a Ferrara: 82enne grave in ospedale

L’uomo è un polesano, si è presentato all’ospedale di Rovigo su consiglio del medico di base: in quarantena dieci tra infermieri e medici

FERRARA. Salgono a dieci i casi di contagio legati alla maratona di tango all’hotel Astra, dal 21 al 23 febbraio, quello che le autorità sanitarie chiamano “il cluster Ferrara”. È positivo ai test un secondo appassionato polesano, un uomo di 82 anni che versa in gravi condizioni; il percorso che lo ha portato al ricovero lascia dubbi e perplessità.

Secondo la ricostruzione fornita dall’Asl veneta, l’uomo martedì si è recato in pronto soccorso a Rovigo su indicazione del proprio medico curante, riferendo insufficienza respiratoria. Al triage e alla visita successiva non ha segnalato contatti con le zone a rischio, è stato quindi mandato nel reparto di Malattie Infettive, per una sospetta polmonite. Solo dopo il ricovero è emerso che aveva partecipato alla Ronda Estense e, quindi, gli è stato eseguito il tampone per Coronavirus poi risultato positivo. Il paziente, che soffre di patologie polmonari croniche, attualmente ha una importante insufficienza respiratoria ed è ricoverato in isolamento.



Immediatamente è iniziata la ricerca dei contatti che l’uomo ha avuto, dai giorni della presenza a Ferrara all’ingresso in ospedale, per far scattare le quarantene. All’interno dell’Ospedale, gli operatori che sono stati a “stretto contatto” con lui, prima del ricovero in Malattie Infettive, sono stati sottoposti agli accertamenti e relativa sorveglianza come da protocollo. Si tratterebbe di una decina di persone tra medici e infermieri. Saranno contattate e valutate anche tutte le persone che hanno condiviso il percorso assistenziale in Pronto Soccorso.

«L’episodio – chiosa l’Asl veneta – rafforza la necessità che le persone che possano aver avuto contatti con persone contagiate non accedano spontaneamente in pronto soccorso. Inoltre si ribadisce che gli accompagnatori di pazienti non debbono sostare nei locali di attesa e di assistenza, come indicato anche dalle nuove disposizioni ministeriali».



Nonostante le ripercussioni, legate alla necessità di porre in isolamento preventivo gli operatori venuti a contatto con l’82enne, l’Ospedale di Rovigo prosegue la sua normale attività che in questi giorni è stata particolarmente intensa, sia nelle tre unità di Pronto Soccorso che nei reparti e, in particolar modo, in Malattie Infettive. La chiusura dell’Ospedale di Schiavonia si è fatta sentire con un aumento dei ricoveri in area internistica. Sono in corso assunzioni straordinarie di infermieri, operatori e assistenti sanitari; più difficile reperire ulteriori medici. «Abbiamo già allestito un’area di terapia semintensiva respiratoria con dieci posti letto in una zona dedicata dell’Ospedale – precisa il Direttore Generale, Antonio Compostella – Non possiamo prevedere la durata della fase più acuta di questa epidemia; è importante che la popolazione ci aiuti segnalando, tempestivamente, le eventuali situazioni di rischio, in particolar modo i contatti con zone di infezione, e che segua le disposizioni più volte ricordate».

L’uomo di 82 anni è il secondo appassionato di tango polesano risultato positivo dopo la manifestazione di Ferrara. L’altro è una persona di mezza età residente a Lusia. Alla manifestazione c’erano 110 ballerini, di cui 22 ferraresi che sono stati messi in isolamento domiciliare, come quattro dipendenti della struttura, altri dieci lavoratori dell’hotel sono sotto osservazione. Contagiati anche tre spagnoli, quattro toscani e un romano.