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Carife, rimborsi ai bondisti: "copertura" quasi totale

Oltre il 40% delle 14.598 domande pervenute al Fir è stato inviato da ferraresi Salvo poche eccezioni, tutti otterranno anche l’integrazione del 15%

FERRARA. In attesa del rush finale sui rimborsi agli ex azionisti Carife, le cui domande devono essere presentate al Fir entro il 18 aprile, si chiude la prima finestra di questa ondata di risarcimenti agli azzerati. Si tratta della quota del 15% aggiuntiva all’80% già liquidato ai bondisti con i requisiti indicati a suo tempo dal ministero, per il quale il termine iniziale del 28 dicembre 2019 era stato già prorogato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, de facto, senza un’indicazione temporale precisa. Si poteva presupporre l’allineamento con il termine indicato per gli ex azionisti, ma così non è stato: il Fidt ha infatti comunicato che la scadenza definitiva è il 15 marzo. I dati forniti ieri da Roma sono quindi praticamente definitivi, e restituiscono un quadro sorprendente rispetto alla fotografia solo di tre mesi fa: praticamente tutti gli aventi diritto ferraresi risultano inseriti nella procedura, che si sta quindi dimostrando un esempio di successo.

I numeri. Al momento sono state formulate al Fidt 14.598 istanze d’integrazione, il 46% delle quali da parte d’investitori Carife. Si tratta di oltre 6mila domande, che coprono in pratica l’intera platea degli aventi diritto che sono, è bene ricordarlo, solo coloro che nella precedente tornata avevano visto accogliere la loro domanda di rimborso all’80% per le obbligazioni junior azzerate dalla risoluzione della banca, nel novembre 2015. Le istanze respinte sono state pochissime anche in questa tornata, quindi si può appunto affermare che la totalità, o quasi, degli azzerati è stata inserita nella procedura di rimborso.


È salito rispetto alla prima fase, fotografata al ridosso della scadenza originaria, la quota dei ferraresi sul totale, ed è questo il dato che impatta maggiormente sull’esito finale dell’operazione, vista dalla parte degli ex Carife.

Sono poco prevedibili, invece, i tempi di liquidazione delle domande, visto che ad oggi sono state chiuse solo 924 istanze a favore di investitori ferraresi. A fine dicembre, è il caso di ricordarlo, di domande ne erano state liquidate in tutto appena 234, quindi si possono ipotizzare ancora molti mesi di operazioni di rimborso.

Lo stop. Perché il Fondo interbancario non ha quindi deciso di allinearsi con la scadenza del Fir? Da Roma si sottolinea che l’allungamento della fase di presentazione delle domande è stata presa «tacitamente, senza alcun obbligo di farlo», ma che ad un certo punto è stato necessario mettere uno stop, anche per consentire alla “macchina” del Fondo di solidarietà di concentrarsi sulla istruzione delle pratiche di liquidazione. Quindi già a metà febbraio era stato indicato il termine del 28 febbraio il termine ultimo per l’accettazione di istanze presentate attraverso i canali Pec e raccomandata, prolungando ulteriormente al 15 marzo i “tempi supplementari” per l’inoltro delle richieste tramite il solo canale web.

La procedura Fir, è la conclusione del Fondo, segue logiche diverse e quindi anche le tempistiche possono differire. —

Stefano Ciervo

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