Comacchio, pescava vongole dell’altra coop: condannato a quindici mesi

Un 51enne pescatore tradito dal rumore e dalle immagini delle telecamere. Il caso risale all’inverno 2015. «Sentenza importante, fenomeno da fermare»

COMACCHIO. Aveva ben pensato di andare a prendere le vongole con la rasca nella concessione a fianco la propria, spegnendo le luci della propria imbarcazione, pensando che visto il periodo (l’episodio risale alle festività natalizie 2015) sul posto non ci fossero persone pronte a vederlo. Anzi, a vederli, visto che a compiere l’atto criminoso erano in tre, ma solo uno è stato identificato, denunciato e condannato (ieri) a 1 anno e tre mesi di detenzione, senza beneficio di sospensione della pena. Come dire che ora sarà costretto all’Appello per evitare di dover finire in carcere. Questa la condanna inflitta a Cristiano Zannini, 51enne pescatore comacchiese che in una sera d’inverno di fine 2015 a bordo della propria imbarcazione entrò nella concessione della cooperativa La Valle per prendere le vongole. La pesante condanna è legata alle aggravanti, non solo il reato di furto, ma anche la violazione delle norme di navigazione nel canale Logonovo, che vietano i viaggi in orari notturni, tantopiù che la barca è risultata avere le luci spente, creando pericolo per i propri occupanti e per eventuali altre imbarcazioni.

Il caso. L’episodio come detto risale al periodo delle feste natalizie di quattro anni fa. Il 51enne e altre due persone (non identificate) a bordo dell’imbarcazione del pescatore - socio di un’altra cooperativa lagunare - hanno superato i paletti che delimitano la propria concessione, entrando in quella della coop La Valle. A tradirli il rumore del generatore, utilizzato per muovere la rasca utilizzata per raccogliere le vongole dal fondo. Nella postazione di guardianìa in quel momento erano presenti due pescatori della coop La Valle, che hanno visto la barca e il grosso carico raccolto (valutato in circa 400-500 chili di novellame).


La barca non è stata fermata, ma i tre pescatori di frodo sono stati traditi anche dalle telecamere appena installate nell’area. Una scelta della stessa cooperativa La Valle che già in precedenza aveva notato ammanchi di mitili nelle proprie concessioni. Evidentemente Zannini non sapeva delle telecamere, che hanno riconosciuto lui e la sua imbarcazione (denominata Albania) ben oltre il confine della sua concessione. Immagini che sono state visionate anche dalla Capitaneria di Porto lagunare.

Fallito il tentativo di mediazione fra il presidente della coop La Valle, Filippo Sambi, e lo stesso Zannini, è scattata la denuncia ai carabinieri di Porto Garibaldi e nel 2018 è iniziato il processo, concluso per l’appunto ieri con la condanna di Zannini a 1 anno e tre mesi di reclusione, un ammenda allo Stato e il risarcimento del danno alla coop La Valle, oltre al pagamento di tutte le spese legali.

Area a rischio. Soddisfatto della sentenza il legale della coop La Valle, l’avvocato Vittorio Zappaterra: «Queste sono zone molto sensibili, se si pesca nelle nursery nei periodi in cui c’è il divieto si creano danni enormi, che ricadono sull’intera economia locale. Questa alla fine è una sentenza importante, non tanto per la condanna all’imputato, ma perché questo tipo di fenomeno va assolutamente fermato». —