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Assistenza ai titolari di protezione umanitaria. Anche il Comune di Ferrara dice sì al nuovo progetto

La categoria più a rischio con la legge Salvini ottiene continuità nelle prestazioni pubbliche grazie all’attivazione di nuovi finanziamenti 

FERRARA. Non sono per ora a rischio abbandono i richiedenti asilo ospitati a Ferrara e dotati di permesso umanitario. Dopo le prime settimane d’incertezza, a seguito dell’esclusione di almeno un centinaio di queste persone dal programma Siproimi per effetto della legge Salvini, che aveva fatto scattare l’allarme da parte degli operatori ferraresi, si è dispiegata una nuova e temporanea copertura dei fondi Fami. E anche la nuova amministrazione di Ferrara ha colto questa possibilità, dando quindi continuità alle politiche di accoglienza della precedente.

Il salvataggio


A continuare a garantire, per ora fino al 30 giugno, non solo un tetto sulla testa ma anche possibilità d’integrazione agli ormai ex titolari di permesso umanitario (la fattispecie è stata di fatto cancellata dalla legge Salvini) è stato lo stesso ministero dell’Interno, che al posto del progetto Siproimi oggi riservato solo alle protezioni “maggiori” e ai minori non accompagnati, ha attivato i fondi europei Fami 2014-2020. L’obiettivo è di «prevenire il rischio di un’emergenza sociale» finanziando «misure di accompagnamento all’autonomia e all’inclusione» degli esclusi. Tocca però ai singoli enti locali attivare progetti specifici e il Comune, dopo essersi accertato «quali costi sostenuti per tali soggetti continueranno ad essere imputato sul Fondo nazionale e quali saranno riconducibili alle linee d’intervento Fami», ha preso atto di questa opportunità.

La determina dirigenziale è firmata da Lucia Bergamini, e non da un assessore, proprio perché non prevede «oneri a carico dell’amministrazione» visto che «la copertura rientra nel finanziamento assegnato con decreto del ministero dell’Interno del 13 dicembre 2019».

La linea

Per l’assessore Cristina Coletti questa decisione «non comporta alcun scostamento dalle nostre linee programmatiche, che prevedono un graduale disimpegno anche finanziario dell’amministrazione nell’accoglienza. Abbiamo semplicemente preso atto della disponibilità di fondi aggiuntivi per non lasciare senza assistenza né sostegni, garantiti dalla rete di coop e onlus, queste persone».

Di fatto per loro c’è la possibilità di continuare a vivere, lavorare e formarsi a Ferrara, nella speranza di sfruttare eventuali novità legislative. —

Stefano Ciervo

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