Coronavirus. L’Emilia dispone un altro giro di vite: bar e ristoranti chiusi nel weekend

La nuova ordinanza di Bonaccini include pizzerie al taglio, piadinerie e gelaterie. Stop anche i mercati settimanali

FERRARA. Una domenica come quella scorsa, con i ristoranti e le gelaterie prese d’assalto per il pranzo al mare, non possiamo permettercela; non potevamo già, il rischio contagio è troppo alto. È pensando a ciò che è accaduto sulla costa, dai Lidi comacchiesi a Cattolica, che Stefano Bonaccini ha deciso per la serrata totale nel fine settimana. Una nuova delibera regionale stabilisce la chiusura di ogni tipo di esercizio di ristorazione, dalle 18 del venerdì alle 6 del lunedì mattina. Resta possibile la consegna a domicilio di bevande e alimenti, anche durante il fine settimana, ma non l'asporto, dunque sì alle consegne ma i clienti non potranno passare a ritirare il proprio sacchetto.

Il nuovo giro di vite prevede anche l’estensione della chiusura dalle 18 alle 6 del mattino, negli altri giorni, anche a pizzerie al taglio, piadinerie, tigellerie, kebab e gelaterie, non solo ai bar e alla ristorazione tradizionale. Non solo: Bonaccini ha deciso anche di chiudere i mercati tutti i giorni della settimana, ad esclusione dei banchi alimentari.


A DOMICILIO

In città che da ieri sono improvvisamente deserte, con pochissime persone di passaggio, i locali che non hanno deciso di chiudere proprio, si stanno riorganizzando. A Ferrara, per esempio, è il caso del ristorante-pasticceria “Leon d’Oro”, Piazza della Cattedrale, a Ferrara. Più centrale di così non si può. Ebbene, ieri il proprietario dello storico locale ferrarese ha preso una decisione, peraltro già entrata nella fase operativa: consegna a domicilio del pranzo.

Altri ristoranti hanno scelto la chiusura, per la giornata di ieri. Altri ancora si sono riorganizzati. A Ferrara è il caso de “I Sofisti”, Corso Porta Reno, che ieri nella sua vetrina esponeva l’annuncio seguente: il locale sarà aperto tutti i giorni dalle 11 alle 16. Anche per i bar chiusura alle 18. «Sono pienamente d’accordo, e sto applicando i provvedimenti previsti dal decreto del premier – dice Debora Lenzi, titolare del Bar “Elude” di Massa Fiscaglia – ma il vero problema non è quello di rispettare decreti che vanno rispettati, bensì sapere cosa ci riserverà il futuro, e mi riferisco soprattutto ai dipendenti e alle nostre attività». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Cinzia Vaccari del Bar Cristal di Bondeno e i titolari del Bar Gemma di Formignana.

CONSEGNE CON I GUANTI

A Copparo è ormai un’istituzione la pizzeria Marameo (si trova vicino le ex scuole superiori), dove in questi giorni è rafforzato il servizio d’asporto: «Non potendo ospitare persone – raccontano Adriano Toso e Luana Veronese –, neppure a ritirare le pizze, puntiamo sul servizio a domicilio. Abbiamo dotato il nostro personale di guanti e mascherine, per la sicurezza loro e dei clienti. Non si tratta solo di lavoro per noi, è anche un servizio per tante persone che ci conoscono da anni e che sappiamo essere impossibilitate a muoversi da casa. Certo, per le pizzerie il servizio è più semplice, ma i ristoranti tradizionali come faranno? Detto questo, fra mille dubbi chiediamo una cosa: perché nei locali è possibile mangiare a pranzo e non a cena?». —