Intesa per fabbriche sicure, ma alla Berco è scontro: sciopero

I metalmeccanici ferraresi trattano con le aziende per fermate concordate. Alla Vm di Cento chiesto lo stop della produzione motori fino al 2 aprile

COPPARO. Sono scesi in campo per primi, proclamando uno sciopero “preventivo” nelle fabbriche per consentire le verifiche delle condizioni di sicurezza contro il contagio da coronavirus.

Il protocollo


I sindacati metalmeccanici negli ultimi due giorni hanno compiuto una corsa in avanti, anticipando il “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento dalle diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto ieri da Presidenza del Consiglio, Cgil, Cisl e Uil e le parti datoriali.

In questi due giorni, in quasi tutte le realtà ferraresi, lo sciopero iniziale si è stemperato in una trattativa con le aziende per una fermata concordata degli impianti perché, protestavano i sindacati, nonostante le misure adottate, le aziende non erano in grado di garantire la tutela sanitaria dei loro dipendenti.

Il caso Berco

In attesa del nuovo decreto, sono state dunque disposte fermate che proseguiranno a seconda dei casi fino a lunedì o a martedì. Alla Berco di Copparo, invece, l’impossibilità di arrivare a un’intesa ha portato i sindacati a dichiarare lo sciopero a partire da venerdì. Sindacati che ora possono contare su uno strumento di persuasione in più, l’accordo con il governo «che consentirà anche a Berco, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza nei luoghi di lavoro - scrivono le Rsu Fiom della Berco e la Fiom territoriale - Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute», spiegano, aggiungendo che «già da oggi saremo impegnati a richiedere alla direzione aziendale la piena applicazione di tale accordo. Rivendicheremo quindi la copertura del blocco con la cassa integrazione, come previsto dal protocollo». Ma il momento «è confermato lo sciopero in atto».



Le fermate

Nelle altre aziende del Ferrarese, invece, le richieste sindacali si sono tradotte in fermate, più o meno concordate: «Piena l’intesa nel Basso e Alto Ferrarese e in città, dopo un confronto che si è protratto per tutta la giornata di venerdì e sabato - riferisce il segretario provinciale della Fiom Giovanni Verla - Le fermate proseguiranno fino a lunedì e poi, insieme ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza saranno definite le soluzioni organizzative sulla base del protocollo. Alla Berco invece lo scontro è forte. Non perché non siano state adottate precauzioni, ma perché queste dovevano essere adeguate al decreto dell’11 marzo. Per questo abbiamo richiesto l’igienizzazione continua degli spazi comuni e la riorganizzazione del lavoro per garantire la distanza di un metro e, dove non possibile, fornire le mascherine. In altre parole chiediamo che nella valutazione del rischio venga inclusa quella “inedita” del rischio biologico da Covid-19».

La Vm

Alla Vm di Cento è stata sollevata la questione del blocco della produzione fino al 2 aprile, ritenendo la realizzazione di motori non un’attività di prima necessità. Una richiesta rafforzata dalla decisione di Fca di chiudere per due settimane. La sanificazione, e la riduzione del personale presente del 40% (da 300 a 120 persone) attraverso ferie e smart working non è ritenuta sufficiente dai lavoratori, preoccupati dalla difficoltà a mantenere la distanza di un metro durante le fasi produttive. —

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