Colpito da malore muore a Cento dirigente di atletica: cordoglio in città

Marco Cadore, 65 anni

Aveva fondato una società e allenato anche a Bondeno. Guandalini: valorizzava le qualità dei ragazzi

CENTO. Non ce l’ha fatta Marco Cadore, 65 anni: quella che doveva essere un’uscita di casa salutare, per continuare a coltivare la sua passione per l’atletica, si è trasformata in tragedia.

Ieri verso le 17.30 Cadore, ex insegnante di educazione fisica, allenatore di atletica e fondatore e presidente della società Unione Atletica dell’Emilia Romagna, era in via Monteborre, alla periferia di Cento, quando è stato colpito da un improvviso malore, che l’ha ucciso. Vani i tentativi di rianimarlo da parte del personale del 118, intervenuto in breve tempo sul posto con ambulanza e automedica.


Nonostante le procedure messe in atto, il medico dell’emergenza sanitaria ha dovuto constatare il decesso del 65enne.

IL CORDOGLIO

La notizia della morte di Cadore si è diffusa in breve in città e tra gli appassionati di atletica, suscitando un grande cordoglio nel mondo sportivo centese e non solo.

«Marco era unico, una persona col cuore grande – spiega una sua collaboratrice nell’ambito della società –, sempre in prima linea per aiutare tutti, forte, coraggioso, amante dello sport in particolare dell’atletica, fondatore della società di atletica Uaer, che lo scorso anno aveva portato ai World Csit Game. Amato da tutti, ha lasciato in tutti i suoi amici, nei suoi atleti, nei suoi cari tanto affetto, tanto coraggio e la sua mancanza ha colpito tutti con un vuoto incolmabile. Di tanti lo si dice, ma lui davvero era speciale, unico».

«Ci siamo visto pochi giorni fa – ricorda Carlo Lodi – e abbiamo parlato della chiusura della pista di atletica e dell’impianto sportivo per limitare il contagio da coronavirus. Era andato in pensione quest’anno come insegnanti di educazione fisica a Castello d’Argile, e gestiva aveva studio privato di fisioterapia. Una persona energica, piena di vita e di iniziativa. In pista allenava un bel gruppo di ragazzi».

Cordoglio anche a Bondeno, dove Cadore è stato fino alla metà degli anni Novanta allenatore della società di atletica: «Era davvero bravo – lo ricorda Daniele Guandalini – come allenatore e in particolare nel valorizzare le qualità dei ragazzi». —

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