Al Pronto soccorso di Cona torna la ressa. L’appello: «Solo per le urgenze»

Giorni difficili anche per chi lavora sulle emergenze delle altre patologie. «Si deve evitare che i pazienti con reali necessità rimangano a casa»

FERRARA. Arrivano anziani, accompagnati dalle badanti di turno: con tanto di mascherine, ma senza patologie importanti. Oppure c’è chi dice di aver questo o quell’altro malessere. Pazienti che, in questo momento, non avrebbero priorità per le emergenze. Sono giorni difficili, per i sanitari, anche al Pronto soccorso di Cona, dove vige comunque un pre-triage che permette agli operatori di filtrare sintomi e accertare eventuali sospetti da Covid 19. Pazienti che comunque - come indicano sanitari e protocolli - non dovrebbero nemmeno arrivare al Pronto soccorso ma essere gestiti dopo consulto di medici di base o interpelli dei centralini dell’emergenza Coronavirus. E tutti gli altri pazienti? Quelli che fino a ieri affollavano il Pronto soccorso? Tutti questi debbono stare a casa.

Tanti altri, invece, chi ha bisogno dell’emergenza sanitaria, in questi momenti di disorientamento, preferisce stare a casa: «A questi diciamo se hai bisogno devi andare al Pronto soccorso, si deve evitare che restino a casa», spiegano addetti ai lavori. Anche perchè, anche se a Cona non c’è ancora l’emergenza che si registra in altre province, esiste un effetto contrario agli appelli di non intasare i Pronto soccorso: tanti pazienti a rischio (per altre patologie e non il Covid 19) evitano il reparto di emergenza per timore di contagio e preferiscono stare a casa, con il rischio di patologie quali infarti, setticemie (medicazioni ritardate) fratture non trattate: dunque, se si ha bisogno di urgenza, nessun timore, pronto soccorso è ancora aperto. —

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