Le aziende dicono stop Centinaia di fermate

In una settimana 320 domande di sospensione dalle imprese ferraresi Da Lan (Uilm): «È il mondo che si sta bloccando, niente merci né ordinativi»

FERRARA. «È tutto in evoluzione, ora dopo ora. Stanno arrivando frenate da tutti i grandi gruppi, da chi fa componenti sottocarro come Berco, come da parte delle aziende che producono auto. È un momento di incertezza che non riguarda soltanto il settore metalmeccanico, ma ogni realtà produttiva».

La decisione di Berco di disporre la chiusura collettiva dal 23 al 29 marzo degli stabilimenti di Copparo e Castelfranco Veneto, sottolinea il segretario provinciale della Uilm di Ferrara, Paolo Da Lan, è “solo” la spia di un fenomeno più vasto che sta crescendo di giorno in giorno.


Il blocco

«È ormai una tendenza generalizzata. Basti pensare che nell’arco dell’ultima settimana in tutta l’Emilia Romagna sono arrivate seimila domande di sospensione dal settore dell’artigianato e la Cig sta schizzando alle stelle. Fino a giovedì sera le domande di sospensione nel territorio provinciale ferrarese erano 320, e di queste circa il 56-57% sono riferite ad aziende metalmeccaniche. È il mondo, che si sta fermando. All’aeroporto Marconi di Bologna partono ogni giorno 270 voli, giovedì ne è partito solo uno. È un blocco mondiale: dei consumi, degli ordinativi, della circolazione di merci e materiali. Le sospensioni non hanno solo una motivazione sanitaria diretta, ma anche una ragione indiretta, di impossibilità di lavorare», ribadisce Da Lan ricordando anche che «alla fine di questa emergenza si dovrà fare una riflessione più ampia sulle scelte di spending review che hanno portato a tagli drastici nella sanità. E senza quella, abbiamo visto, il mondo si ferma».

Berco

Anche alla Berco - fanno sapere dall’azienda di Copparo chiusa per sanificazione, la situazione sul fronte produttivo è in continua evoluzione e le valutazioni sono rimandate al termine della fermata che vedrà i dipendenti in Cigo per l’intera settimana.

L’azienda rivendica la predisposizione di «un piano strutturato per la continuità aziendale con oltre 70 azioni per prevenire la diffusione del virus, proteggere la salute di tutti i dipendenti e della comunità e salvaguardare la continuità della produzione», e fa sapere che a oggi, non ci sono stati contagi nei propri stabilimenti.

«Riteniamo che il nostro piano per la continuità aziendale si sia dimostrato molto efficace grazie al coinvolgimento di tutti i nostri reparti e lavoratori sin dall’inizio della crisi - afferma l’amministratore delegato Piero Bruno - Siamo stati in grado di proteggere i nostri dipendenti e ridurre al minimo l’impatto di questa situazione di emergenza sui nostri clienti».

Polizza Covid

In aggiunta, Berco ha stipulato una “assicurazione Covid-19”, una polizza che prevede il rimborso spese e l’indennità giornaliera in caso di infezione per tutti i suoi dipendenti, indipendentemente dal luogo di contagio.

«Abbiamo fatto tutto il possibile per evitare la diffusione del virus nella nostra azienda e nella nostra comunità - conclude Bruno - Adesso i nostri lavoratori trascorreranno una settimana a casa e abbiamo deciso di rafforzare ancora di più le azioni per proteggere finanziariamente tutti i nostri dipendenti nel caso in cui venissero contagiati dal Covid-19. Siamo molto grati per tutti gli sforzi che i nostri dipendenti stanno compiendo e siamo assolutamente certi che l’Italia e Berco sapranno riprendersi bene da questa situazione». —

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