Il convoglio del dolore, da Bergamo a Ferrara i camion pieni di bare

Sono arrivati in città i mezzi dell'esercito che trasportano i defunti della provincia lombarda: una scena straziante

Da Bergamo a Ferrara settanta morti da coronavirus

FERRARA. La colonna del dolore. Potremo chiamarlo così il corteo funebre approdato in città oggi, sabato 21 marzo, all'ora di pranzo. Camion dell'esercito uno dietro all'altro, scortati dai carabinieri fino al cimitero, con il loro carico funebre: bare dei morti per coronavirus a Bergamo. Un carico di dolore che i militari erano andati a prendere alle 8 nel cimitero lombardo, struttura da giorni al collasso.

Il capoluogo lombardo non ce la fa più a prendersi cura dell'ultimo viaggio per queste persone, solo ieri sono stati 88 i decessi riconosciuti per covid-19, ma, come sottolineava proprio oggi il sindaco, le vittime sono molte di più: il rapporto di morti rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso è di cinque contro uno. Ma a Bergamo i tamponi sulle persone mancate non li fanno più, così la mesta conta rimane falsata.

L'Inno di Mameli per accogliere a Ferrara i feretri arrivati da Bergamo

E allora eccoli, arrivare al casello di Ferrara sud, varcato alle 13.25, quei camion carichi di 45 bare: cinque hanno imboccato la via della Certosa monumentale, quattro si sono indirizzati verso Copparo, dove c'è un altro forno crematorio. Sarà in questi siti che si procederà - per dirlo con un termine terribilmente crudo e maledettamente realistico - al loro smaltimento.

Le bare arrivate da Bergamo scaricate nell'area crematoria di Copparo

Ad accogliere il convoglio, per far sentire la vicinanza della città alle vittime, ai loro parenti lontani, ma anche ai militari incaricati di questo mesto servizio, il sindaco Alan Fabbri assieme al vice Nicola Lodi, con tanto di diretta Facebook.

Le bare, tutte uguali, sono state poi scaricate dai camion e collocate in attesa delle operazioni di cemazione. —

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