«Portiamo pasti pronti nelle case dove ora si riscopre l’amicizia»

Romano Rossi, la moglie Sabina e la figlia Camilla sono titolari del marchio “Da crudo a cotto” Lo chef racconta: con le protezioni addosso i clienti adesso mi chiedono se sono un infermiere 

LLL

«Suono il campanello e quando consegno le portate che il cliente ha ordinato qualcuno, adesso, mi chiede: “Perché sei vestito da infermiere?”». Romano Rossi, ristoratore ferrarese sempre pronto alla battuta, la racconta così. E’ la cucina ai tempi del coronavirus, quella che “migra” dai fornelli dello chef al domicilio di chi ha deciso di trascorrere una serata a casa sua come fosse in trattoria, perché in Italia le trattorie sono tutte chiuse.


Il conto si paga alla consegna e di quello che viene “servito” fai quello che vuoi: lo consumi subito o lo metti nel freezer. Rossi, sommelier con la passione della cucina, ha gestito per tanti anni, da chef, il “Testamento del Porco”.

Nel 2011 ha deciso di affrancarsi dagli orari del ristorante e di aprire assieme alla moglie Sabina, che ne è titolare, e alla figlia Camilla, cuoca ed esperta di comunicazione gastronomica, un laboratorio in città sotto un insegna chiara e didascalica: “Da cotto a crudo”.

Guanti e mascherina

Da qualche settimana, con i ristoranti, le pizzerie, i pub, le attività di asporto, i self service e tutto quanto ruota attorno al gusto italiano di sedersi assieme a tavola chiuso per decreto la sua attività è l’unica a poter rispondere a chi, costretto a casa, non vuole o non può impegnarsi ai fornelli. Guanti, mascherina, camice d’ordinanza, Rossi ha dovuto adeguarsi alla regola del droplet.

«Se qualcuno, per timore di imbattersi in un malintenzionato, che sono sempre in giro anche di questi tempi, mi chiede una modalità per riconoscermi quando suono il campanello gli comunico la “parola d’ordine”, un sistema rodato e infallibile», spiega lo chef.

Camilla Rossi, laurea in Lettere e Beni culturali, food blogger (da 7 anni sul web è nota come autrice di “A casa Camilla”) e “sfoglina”, esperta di pasta e primi piatti, è stata ospite di programmi televisivi molto popolari, come “La prova del cuoco”.

Mamma da quasi 6 mesi, con esperienze di lavoro anche a Milano, oggi collabora con i genitori e scrive di cucina, la sua passione. La maternità le ha aperto il mondo delle...pappe per bambini. Ma assieme alla mamma prepara i box, la soluzione per chi fa l’ordine “lungo” e con un solo acquisto si mette a tavola anche 2 o 3 volte.

«A prezzo scontato affianchi cappelletti, cappellacci, lasagne o altri primi con i secondi che ogni cliente preferisce, carne, pesce, i contorni, le verdure. Oggi c’è chi lo ritiene il sistema più comodo o comunque aderente alla necessità di ridurre al minimo i contatti tra le persone», precisa Sabina Fregnani.

Disdette e conferme

Tra i clienti però qualcuno non si scoraggia. Un matrimonio con catering programmato per le prossime settimane è già saltato dall’agenda, ma alcuni convegni e cerimonie fissati per l’estate, a Como e sul Lago Maggiore, per ora sono confermati, anche se già oggi l’uscita dall’emergenza in un’area colpita così duramente dall’infezione, come la Lombardia, sembra piuttosto lontana.

«Bè, la speranza che tutto possa cambiare e non in tempi lunghissimi c’è - aggiunge Sabina Fregnani, che assieme al marito e alla figlia partecipa a commissioni tecniche e tiene corsi - Quello che abbiamo notato è la gentilezza delle persone, il rispetto. Sembra che l’epidemia non stia sollevando solo paure a apprensioni ma anche un desiderio di vicinanza e forse sta contribuendo a rinforzare valori e legami, come l’amicizia».

Mai dimenticare, quindi, chi sta impegnando tutto il suo tempo e le sue competenze per mettersi al servizio delle persone e soccorrerle. Proprio per questo motivo la famiglia Rossi, domani, dedicherà un pensiero che avrà il sapore buono della solidarietà «a chi si sta prodigando da settimane a favore delle persone che in questo momento hanno più bisogno». —

Gi.Ca.

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