«Scusi agente, per Rovigo?»: denunciati due ferraresi

I ragazzi hanno raggiunto il Polesine e chiesto indicazioni stradali ai poliziotti: nei guai. Verifiche a tappeto: 10 irregolari su 140 controlli eseguiti

FERRARA. Più che disinformati: fuori dal mondo. Due ragazzi ferraresi sono finiti nei guai nel Polesine perché, dopo essere usciti non solo fuori casa, ma addirittura fuori dal loro Comune senza alcun motivo di vera necessità - in violazione di tutte le norme sul contenimento del coronavirus reiterate da tre settimane a questa parte - hanno candidamente chiesto a una pattuglia della polizia di Stato indicazioni stradali per poter raggiungere la casa di un loro amico che abita a Rovigo.

L’inconsapevolezza, per la legge, non è mai giustificata, tanto più quando è in gioco un bene prezioso come la salute pubblica. E così i quasi increduli agenti hanno proceduto denunciandoli secondo l’articolo 650 del codice penale: inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.


Ma le violazioni delle disposizioni per contrastare il contagio, a quanto sembra, stanno diminuendo nel Polesine, forse frutto di un maggiore senso di responsabilità di fronte al dilagare dell’epidemia, e alla sua gravità, forse frenate anche dalla stretta relativa al rigore dei provvedimenti e alla severità delle sanzioni. Dieci dunque in tutto le denunce registrate al termine delle verifiche eseguite ieri dal personale della polizia di Stato e che hanno visto 140 controllate.

Tra i denunciati, però, anche casi di persone finite nei guai perché non sopportavano più la quarantena, condizione questa destinata ad aggravare la loro posizione di fronte alla legge: l’ultimo giro di vite prevede in questi casi la reclusione fino a cinque anni e multe fino a tremila euro. —

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