Ferrara e Cento ancora martoriate: tre morti, otto in terapia intensiva

Il centese deceduto aveva 56 anni e patologie pregresse, il figlio: «Non sembrava il virus». Argenta, caso al ricovero

FERRARA. Ancora un bollettino di guerra: altri tre ferraresi morti, positivi al nuovo coronavirus, e otto ricoverati nelle terapie intensive degli ospedali Sant’Anna di Cona e Delta. Il risultato dei test ha invece escluso che Mauro Casellati, codigorese morto per problemi respiratori, avesse contratto il Covid-19.

Le vittime

Ieri sono stati i comunicati i decessi di due donne e di un uomo, quest’ultimo la più giovane vittima del coronavirus nel Ferrarese, visto che aveva 56 anni. “Ciao papà non avrei mai pensato di trovarmi qui a scrivere una cosa del genere... oggi te ne sei andato così senza nessun preavviso per un maledetto virus... vorrei aver potuto sentirti almeno per l’ultima volta... ciao papà resterai per sempre nel mio cuore”. Questo il messaggio su Facebook di Matteo Siviero per salutare il padre Severino, 56enne deceduto martedì al Delta. L’uomo, originario di Porto Viro, da una decina d’anni viveva da solo a Cento. Aveva una pensione d’invalidità per il diabete, determinante per abbassargli le difese in presenza del contagio. Nonostante questo Siviero non si era perso d’animo, sfruttando le borse sociali del Comune di Cento per lavorare all’ospedale di Cento, direttamente in Comune, all’Ascom e al poliambulatorio Villa Verde. In questo modo aveva conosciuto tantissime persone, alle quali da alcuni mesi a questa parte si erano aggiunti anche gli amatori Guercino (era custode del campo) e l’associazione Voce, per la quale operava come volontario nel trasporto degli anziani. Difficile stabilire l’origine del contagio, “ha accusato i primi sintomi martedì 17 – racconta il figlio -, la febbre a 38 ma per i sanitari era un malessere di stagione. Dopo è stato meglio, ma lunedì sera si è improvvisamente aggravato, ha chiamato il pronto soccorso e martedì mattina è andato a Lagosanto per sospetto coronavirus. Poco dopo è stato colto da infarto e nel pomeriggio è morto e mercoledì l’esito del tampone, positivo”. Purtroppo per Matteo neppure la possibilità di un ultimo saluto, il padre è già chiuso nella bara destinato alla cremazione.

Le due donne abitavano entrambe a Ferrara, una aveva 92 anni e l’altra 87.



I numeri del contagio

Il conto dei positivi al virus tenuto dall’Asl ferrarese è arrivato ieri a 213 pazienti, comprese nove persone di altre province che abitano in paesi limitrofi, a Pieve di Cento e Molinella per la maggior parte. Con quattro nuovi casi sul territorio municipale, per un totale di 32, Cento si conferma tra le città in cui il problema è più grave, e i numeri potrebbero crescere ancora: ieri sono stati eseguiti altri due tamponi e si attende l’esito di altri tredici. Un centese è stato ricoverato a Cona, uno a Lagosanto.

Ferrara città ha ufficialmente 86 contagiati, uno in più di ieri, ma attende di conoscere il responso dei test di 69 persone. Nuovi positivi al virus anche a Fiscaglia, Comacchio e Vigarano: un nuovo caso per ciascun comune. Stando ai dati ufficiali e certificati, il coronavirus in provincia sta risparmiando solo i cittadini di Masi Torello, Jolanda e Lagosanto, comuni che hanno anche relativamente poche analisi in sospeso: otto complessivamente.

Test in ritardo

Quello dei tamponi in attesa di essere analizzati è un tema importante, di giorno in giorno la lista ferrarese va allungandosi. Ieri, con 46 nuovi campioni mandati al laboratorio che li analizza e molte meno risposte che hanno percorso la strada a ritroso, è arrivata a toccare quota 227. Si spera che l’imminente attivazione del laboratorio del Sant’Anna nella rete Covid possa offrire risposte celeri e smaltire presto le code. Ad Argenta, per dire, continua a mancare un dato certo sul caso della Fiorana, il centro residenziale per anziani in cui è entrato il contagio, e sui contatti lavorativi dell’impiegata delle poste trovata positiva al virus: ci sono 33 tamponi ancora da analizzare, forse stamane i responsi. Ieri il sindaco Andrea Baldini ha acceso un faro sulla residenza anziani Manica, «soggetta ad un attacco mediatico»: un ospite è stato ricoverato il 23 marzo a Cona ed è risultato positivo, un altro è stato ospedalizzato il 25 marzo con sintomi ma ancora senza diagnosi, «gli altri ospiti stanno bene e il personale è dotato di presidi». L’ostello di Anita potrà ospitare 16 persone guarite ma in attesa della negatività.

Codigoro attende i risultati di sedici test, Bondeno, Comacchio, Copparo e Riva del Reno di dieci ciascuno.



Quarantene

L’avanzare del contagio comporta una nuova serie di misure precauzionali. Per 65 ferraresi (33 del capoluogo, 32 del resto della provincia) ieri è stato disposto l’isolamento domiciliare; altri trenta sono stati messi sotto sorveglianza telefonica (16 nel capoluogo): un addetto dell’Asl chiamerà costantemente per tenere sotto controllo l’evolversi della situazione e disporre, se ve ne fosse bisogno, altre misure. Quello di ieri è stato anche l’ultimo giorno di quarantena per 37 persone.

Il bilancio

Dall’inizio dell’emergenza e con la costituzione della task force sanitaria dedicata - un mese fa -, l’Asl ferrarese ha messo sotto sorveglianza finora 1.364 persone ed oltre la metà si trova ancora in isolamento. —

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