«In Emilia-Romagna la situazione sta piano piano migliorando. I decessi calano significativamente e speriamo di consolidare questo calo anche nei prossimi giorni». Il primo giorno del week end offre un risultato che fa sperare in un significativo rallentamento degli effetti della pandemia in regione. Una valutazione comunicata ieri, durante la diretta Facebook, dal commissario ad acta per l’emergenza in regione, Sergio Venturi. Che ha annunciato anche una novità tagliata su misura per il personale in servizio negli ospedali.
«Dalla settimana entrante agli operatori sanitari e sociosanitari verranno effettuati “test sierologici” per individuare gli anticorpi contro il coronavirus - ha dichiarato - È stato fatto un ordine ieri (venerdì, ndr) di 100mila test sierologici che sono un altro modo» di cercare il virus, rispetto ai tamponi. «Cominceremo a testare gli operatori a prescindere dal fatto se siano sintomatici e asintomatici - ha proseguito - Abbiamo 100mila test e 62mila dipendenti in regione, compresi quelli delle retrovie. I test li faremo» e se i risultati sono negativi «li rifaremo dopo 15 giorni. Se positivi faremo il tampone».
L’azienda territoriale
Una notizia che va incontro alle pressanti richieste del personale sanitario e che potrebbe ridurre la tensione che ha spinto più volte i sindacati a dure prese di posizione contro le aziende, seguite da risposte altrettanto spinose.
In effetti, l’Asl ha avviato l’altro ieri il programma - sollecitato dalla Regione - per l’esecuzione dei tamponi sul personale sanitario. Trenta test al giorno che seguiranno una scaletta predisposta, al momento, per l’ospedale del Delta, la struttura di degenza di Lagosanto nella quale è stata allestita un’area attrezzata con alcune decine di posti letto riservati ai pazienti Covid-19 (il nome dell’infezione da Coronavirus). Il piano di prevenzione è già stato presentato ai sindacati anche dal Sant’Anna, che da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl incassa un apprezzamento messo nero su bianco su un volantino: «Finalmente una risposta, una procedura condivisa da Asl e Sant’Anna sulle misure di screening sugli operatori sanitari».
L’azienda ospedaliera
Il Sant’Anna effettuerà lo screening con le seguenti modalità: per gli operatori sanitari esposti accidentalmente o in quarantena tampone a 72 ore e a 7 giorni dall’esposizione; per gli operatori sanitari con scarsi sintomi (febbre inferiore o uguale a 37.5°, raffreddore, tosse secca, lieve diarrea) tampone per mantenere il livello di sicurezza nelle aree riservate a pazienti non ricoverati per i sintomi dell’epidemia e per cercare di limitare al massimo la circolazione del virus tra gli operatori; per chi lavora in aree Covid o per sospetti Covid è previsto uno screening periodico con tampone ogni 15 giorni; monitoraggio della temperatura corporea con misurazione a tutti gli operatori sanitari che operano in reparti Covid e non occupati da pazienti Covid prima di accedere al reparto a inizio turno e prima di lasciare il reparto a fine turno. In caso di febbre da 37.5° in su «devono essere isolati immediatamente ed eseguire il tampone», scrive l’azienda ospedaliera.
Nelle stanze di degenza dove sono ricoverati due sospetti Covid-19 per l’impossibilità di isolamento in stanza singola, prescrive il Sant’Anna, bisogna garantire la disinfezione dei servizi igienici ogni volta che il paziente ne fa uso. Negli ospedali esclusivamente dedicati ad accogliere pazienti Covid positivi e nelle unità operative Covid positive non sono ammessi visitatori esterni. —
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