La Regione studia il caso-Ferrara: «Forse c’è una resistenza naturale»

Il commissario Venturi: ci sarà una ragione per così pochi casi. Ieri nessun decesso e solo sei positivi

FERRARA. Una giornata senza lutti e con pochi nuovi positivi, quella che emerge dal punto Covid dell’Asl alle 18 di ieri per la provincia di Ferrara. Incoraggiante, se si aggiunge al fatto che lo stock di tamponi ancora da processare si è ridotto e anche il trend dei ricoveri è in calo. La nostra resta una delle province meno colpite dal coronavirus di tutta l’Italia settentrionale, subito dopo Rovigo, tanto da aver sollecitato una riflessione specifica al commissario regionale Sergio Venturi, che ha parlato apertamente di un «caso Ferrara» da studiare. Ora si spera di affollare la casella dei guariti, che ieri è pure rimasta vuota. A Occhiobello c’è stato un nuovo caso di positività, il quarto, tutti di persone relativamente giovani: numeri assoluti comunque bassi e nessun focolaio visibile nell’immediato oltrepò, visto che i contagi sono tutti avvenuti in luoghi di lavoro distanti da quello di residenza.

Da studiare


«Magari quando tutto questo sarà finito - è la parentesi aperta da Venturi nella sua diretta quotidiana - ci chiederemo perché i contagi non sono mai cresciuti a Ferrara. Evidentemente qualche ragione ci sarà, o che fosse zona malarica o perché c’è la talassemia, però bisognerà chiederselo perché evidentemente c’è una resistenza naturale di quella provincia a questa infezione che dovremo studiare, ci potrebbe essere utile anche per altri cittadini». Il commissario regionale ha confrontato con stupore («inimmaginabile») i 75 servizi in ambulanza di Parma contro i 12 di Ferrara, «questa malattia ha confini quasi fisici. Se si andasse a vedere la composizione dei contagi nella provincia di Ferrara, c’è una presenza sul capoluogo ma poi tutto il resto si attesta prevalentemente sui confini con la provincia di Bologna. Gran parte della provincia ferrarese è preservata e di questo sono molto contento per chi vive lì».

Se Venturi allargasse lo sguardo al Veneto, vedrebbe un Rovigo con meno della metà dei contagi del Ferrarese, aree “cugine” sotto molti profili, anche dal punto di vista dei flussi socioeconomici.

I dati

Ieri solo sei nuovi contagiati, 4 in città e 1 a testa a Riva del Po e Terre del Reno, con 63 tamponi effettuati (28 a Ferrara e ben 19 ad Argenta, nel ricovero Manica e alla Fiorana), con uno stock di campioni ancora inattesa di esito che è salito a 137, comunque ridotto rispetto alla situazione di qualche giorno fa. Sono 20 i nuovi ricoveri: 7 da Ferrara, 3 argentani, 2 da Comacchio, Cento e Portomaggiore, 1 da Goro, Ostellato, Riva del Po e Terre del Reno. In Terapia intensiva a Cona è entrato un paziente di Portomaggiore. Sono saliti di 96 i residenti sottoposti ad isolamento domiciliare, significativi i 38 di Ferrara e i 21 di Argenta; sorveglianza telefonica per altre 43 persone. Per 53 ferraresi la sorveglianza è conclusa, facendo salire a 741 il numero complessivo; 1.713 sono le persone sottoposte ad osservazione.

Focus occhiobello

Il quarto caso di positività a Occhiobello, di un residente a Santa Maria Maddalena, è in linea con gli altri tre: si tratta di persone giovani, tutte al di sotto dei 50 anni, in condizioni di salute complessivamente buone e che stanno vivendo la malattia a casa. «In un comune di 12mila abitanti come il nostro direi che il contagio è finora molto contenuto - commenta il sindaco Sondra Coizzi - Sono stati ricostruiti tutti i contatti dei positivi, grazie all’ottimo lavoro svolto dall’Asl, e riportano fuori paese. Lavaggi stradali? No finché non avremo certezze sulla loro efficacia, visto che costano molto e possono creare problemi alla fauna e all’impianto fognario. E poi sulle strade non ci dovrebbe essere nessuno, o quasi: ripeto l’appello, evitiamo di uscire in massa appena si vede un po’ di sole». —

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