Buoni spesa, Ferrara comincia a distribuire. Parte ora il Copparese

FERRARA. Comincia domani la distribuzione dei buoni spesa nel Comune di Ferrara, dopo un’altra giornata di (complicata) di raccolta domande e il fuoco di sbarramento sempre più fitto del M5s contro i criteri di accesso, che favoriscono i residenti storici a scapito degli stranieri. Anche gli altri Comuni stanno passando alla fase operativa.

FASE DUE


Già domani, informa Palazzo municipale, «i cittadini che saranno stati, fino ad ora, valutati come aventi diritto all’assegnazione secondo i parametri indicati, verranno contattati per la consegna del buono nominale a domicilio e potranno già usufruirne nei negozi convenzionati». È quindi già definito, ancora in fase di raccolta chiamate, un elenco aperto di “certi”, che dovrebbe basarsi sulle priorità di bisogni esplosi con il coronavirus (prima le persone che hanno perso il lavoro e non hanno ammortizzatori, poi disoccupati e lavoratori “deboli”) incrociate in qualche maniera con i vincoli residenziali: residenti italiani, poi europei ecc. A Palazzo Municipali sono certi che, vista l’entità delle risorse, quasi 700mila euro, non si rischia di lasciare a mani vuote chi magari riesce a prendere la linea in ritardo e però avrebbe più bisogno di altri.

Anche ieri, in effetti, ci sono stati problemi ai centralini per il flusso enorme di chiamate: Asp ha aperto con Telecom un ticket «per la soluzione più rapida possibile del problema». Le domande ricevute sono comunque in calo, ieri 203 (venerdì 261, sabato 240), delle quali 148 di italiani; 42 sono senza ammortizzatori sociali, 14 titolari di reddito di cittadinanza, 18 disoccupati; ci sono anche 11 nuclei familiari in difficoltà per la sospensione dell’attività a causa del virus.

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LETTERA

Si è riempita in fretta la casellina dei sottoscrittori della lettera inviata al ministro Lamorgese e al prefetto Campanaro per «garantire eguaglianza sostanziale nella distribuzione dei bonus spesa e dare una risposta ai richiedenti asilo che non avrebbero la possibilità di accedere, secondo i criteri imposti alla giunta Fabbri - c’è scritto nella lettera, ideata da Stefania Ascari (M5s) - Difendiamo altre persone, come i lavoratori stagionali e i titolari di permesso di soggiorno». Affondo anche contro l’ex candidata Lucia Borgonzoni.

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UNIONI TERRE E FIUMI

Intanto ieri la giunta dell’Unione Terre e Fiumi ha stabilito modalità e importi. A disposizione del Comune di Copparo ci sono circa 86mila euro, 49mila per Riva del Po e 40mila per Tresignana. «La taglia minima del buono – spiega il presidente Andrea Zamboni – sarà di 100 euro e andrà fino a un massimo di 300, sulla base di 50 euro aggiuntivi per ogni figlio presente in famiglia. Da spendere in esercizi convenzionati. Le domande saranno protocollate dall’Assp che elaborerà una graduatoria». —

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