Due donne le ultime vittime ferraresi: Jolanda e Tresignana sono in lutto

Decedute a 59 e 79 anni. Moderato aumento dei contagi ma tantissimi tamponi negativi. Scendono le quarantene

FERRARA. Altre due vittime del coronavirus nel Ferrarese. Si tratta di due donne entrambe residenti nell’ex Mandamento, i primi decessi aJolanda di Savoia e Tresignana, per i quali ieri sono arrivate le condoglianze alle famiglie dai sindaci Paolo Pezzolato e Laura Perelli. I decessi sul nostro territorio salgono quindi a 48. Ieri ci sono stati altri 22 i positivi, dei quali 2 di fuori provincia, con 29 nuovi ricoveri a fronte di 2 dimissioni.

LE VITTIME


La prima vittima, una donna del 1960 (doveva ancora compiere i 60 anni) residente a Jolanda, in realtà è morta venerdì all’ospedale di Argenta. La donna, ex dipendente di un market ed in gioventù anche attiva politicamente, viveva con la sorella e aveva già patologie pregresse. Lo scorso 20 marzo a causa dell’aggravamento di una di queste è stata ricoverata all’ospedale di Lagosanto. Quando il Delta è stato individuato come ospedale Covid-19, è stata trasferita al Mazzolani Vandini, nel reparto di piastra chirurgica ora chiuso proprio per la diffusione del contagio (come avvenuto per l’81enne di Chioggia, arrivato al Delta da una struttura di Lido Nazioni). Quando è morta (stava effettuando una Tac) i sanitari hanno optato per il tampone, che ha dato esito positivo. Già oggi prevista la cremazione. Il secondo decesso è avvenuto invece ieri poco prima delle 10, all’ospedale Sant’Anna di Cona. La donna, nata nel 1941, era vedova e abitava a Tresigallo. Era stata ricoverata il 7 marzo, morendo un mese esatto dopo. Vedova, conosciuta nella comunità di Tresigallo, avrà benedizione e cremazione dopodomani a Copparo. C’è da segnalare che il tasso di decessi nel Ferrarese, in rapporto agli abitanti, è superiore a quelli di Ravenna e Forlì, ma oltre tre volte minore a quello medio regionale. L’indice di letalità, invece, è piuttosto alto: il 9%più in linea con la media regionale.

POSITIVI E NON

Uno dei dati più indicativi dell’evoluzione dell’emergenza è ormai il raffronto tra tamponi positivi e negativi. A fronte appunto di 22 nuove positività, delle quali 5 a Comacchio e 4 ad Argenta, ci sono state ieri ben 132 esiti negativi: considerato che questi test sono particolarmente mirati, a persone che hanno avuto contatti con positivi, il dato del 14% di positivi è da considerare incoraggiante. Si tratta in qualche modo una conferma della minore diffusione del virus sul nostro territorio e anche, tendenza nazionale questa, della minore capacità di contagio da parte di ogni singolo infetto. Anche il dato di oltre 150 tamponi processati nelle ultime 24 ore è indice di una buona capacità operativa raggiunta dai laboratori della rete sanitaria, al quale si è unito anche quello del Sant’Anna. La velocità di diffusione dell’esito del tampone resta una variabile centrale per impedire nuovi contagi e anche attivare precocemente cure e trattamenti per i contagiati. Lo stock di tamponi da processare è leggermente in crescita, a causa dei test di Ferrara e Argenta, ma in ogni caso la cifra complessiva di 96 è inferiore alle medie delle ultime settimane.

Il rapporto tra positivi ricoverati in ospedale e in isolamento domiciliare è nettamente a favore dei ricoverati in quasi tutte le principali città della provincia, con particolare riferimento a Cento (38 ricoveri contro 14 residenti): eccezione più vistosa, ancora una volta, per Argenta, dove pesano evidentemente la situazione delle strutture La Fiorana e Manica. Vanno poi festeggiate due dimissioni da Cona: si tratta di due donne di 56 e 43 anni, che portano il totale a 70. I ricoverati con Covid conclamato sono stati ieri 5 a Cona e uno solo a Lagosanto, anche questo è un dato incoraggiante; molti di più i sospetti Covid, 13 nell’ospedale ferrarese e 10 al Delta.

SGUARDO LARGO

Allargando lo sguardo alla cerchia dei ferraresi in qualche maniera coinvolti dall’emergenza, va sottolineato come siano 1.132 le persone uscite fino ad oggi dall’isolamento domiciliare o dalla sorveglianza. Nelle ultime 24 ore se ne sono aggiunte 55, la maggioranza delle quali (31) a Ferrara, poi viene Cento (11). Restano isolati in casa meno di un migliaio di ferraresi, con una crescita di 27 casi di asintomatici senza tampone che sono venuti in contatto con positivi oppure sono tornati dall’estero, e 14 in sorveglianza telefonica. Questi ultimi, è il caso di ricordarlo, sono persone che hanno avuto un “contatto di un contatto”, asintomatici, che tutti i giorni per due settimane devono rendicontare il loro stato di salute al Dipartimento di sanità pubblica dell’Asl. —

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