A tavola in pizzeria, multati Sui social commenti in libertà

I carabinieri a Ro hanno sorpreso titolare, dipendenti e due avventori Notizia giudicata falsa e la sanzione ingiusta: come stare in famiglia 

LA STORIA

Domenica sera il titolare di una pizzeria d’asporto di Ro, aperta per la consegna a domicilio, è stato sanzionato dai carabinieri del Norm di Copparo perché sorpreso mentre si trovava a mangiare al tavolo con i pizzaioli e un paio di avventori. Nessuno stava rispettando le norme di distanza imposte dalle disposizioni di legge. Tutte le persone sono state sanzionate dai militari e, oltre alla multa, il titolare è stato anche segnalato al prefetto di Ferrara per i provvedimenti di competenza.


Fin qui la notizia, data nella sua essenzialità: la fonte, ovviamente, è la stessa Arma che ha eseguito l’operazione di controllo e sanzione. Tutto normale, dunque. Eppure sulla pagina Facebook “A tiè ad Ro Frares...” i commenti, presumibilmente di persone della zona, mettono tutto in discussione.

I COMMENTI

«I clienti no assolutamente... ma quelli che lavorano lì si vogliono mangiare una pizza no? È come quando noi tutti facciamo la pausa pranzo al lavoro...». «Esatto, anche noi finito il lavoro ci mangiamo qualcosa prima di andare a dormire! Un pasto meritatissimo dopo una luuunga giornata di lavoro... Clienti non sono stati nominati, sicuramente qualcuno passato di lì per caso o necessità che nessuno sa, ma di certo c’è che i giornalisti pur di far notizia inventano cose, questo invece lo sappiamo tutti!». «Non penso che se un paio di dipendenti cenano lì casca il mondo, anche perché comunque stanno lavorando assieme in ogni caso. Mah, vai a sapere la verità». «Esatto, per quanto uno possa mettere la mascherina stai comunque lavorando vicino tutto il giorno e quindi a mio parere puoi pure sederti a tavola a mangiare qualcosa, come fossi in famiglia, perché in queste realtà è davvero essere parte di una grande famiglia e io con i miei familiari posso cenare, quindi...». «Per i clienti non c’è giustificazione, ma lavorare insieme e mangiare poi insieme non sarà la stessa cosa? Come le famiglie di 5 persone, credono che ognuno mangi in una stanza per conto suo? Che logiche ridicole veramente...». «Per quello che so io non erano clienti, ma i lavoratori che stavano mangiando una cosa prima di rincasare dopo una giornata di duro lavoro... e più di 1.000 euro di multa totale...». «Qui si voleva solo far cassa».

LE NORME

Ecco, un paio di risposte vanno date. Si sa che in tutti i locali (o quasi) è consuetudine, prima o dopo il servizio, cenare assieme. Ma questo in tempi normali, non certo quelli che stiamo vivendo. Poi, nel merito. La fonte, come anticipato, è certamente autorevole: i carabinieri, per la precisione, il comando provinciale, che “filtra” anche quanto avviene in provincia, prima di divulgarlo alla stampa. Già, la stampa, pure quella nel mirino: non c’è alcuna volontà di fare notizia, è sufficiente raccogliere, verificare e divulgare fatti, com’è accaduto in questo caso.

Poi, le norme in tempi di coronavirus. Ci sono per chi lavora e prevedono distanze e presidi per la tutela della propria salute, il tutto sommandosi alle norme igieniche: i lavoratori non sono affatto una famiglia e le aziende, per quanto piccole o piccolissime, rimangono luoghi di lavoro. Se non si tengono ben presenti queste cose, la pandemia non si fermerà mai... —

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