Baura in lutto per Miguel, sconfitto dal male a 34 anni

Lascia madre, sorella, nipotino e la cagnolina Cherry

BAURA. Il paradosso è che proprio per uno come lui che amava la compagnia, non è previsto un ultimo saluto come si deve, a causa della situazione emergenziale che stiamo vivendo in tutto il mondo. Ieri pomeriggio, alle 16 nella propria abitazione di Baura, è morto all’età di soli 34 anni Michele Ragusa, soprannominato “Miguel” e “Samba”.

Ragusa da circa un anno era stato colpito da un male incurabile. Si era sottoposto con la solita forza - e voglia di vivere - a durissimi cicli di chemioterapia che avevano dato qualche speranza, ma lo scorso dicembre la nuova ricaduta. Ma lui aveva affrontato sino alla fine la malattia con il sorriso, anche quell’ultimo venerdì passato con gli amici al Bar gelateria La piazza gestito dall’amico Morgan, per un ultimo aperitivo prima della chiusura totale per il coronavirus.


La vita

Di origini siciliane, proprio di Ragusa come dice il suo cognome, Michele si era trasferito nel Ferrarese quando era ancora piccolo, assieme ai genitori e alla sorella. Poi, una ventina di anni fa, il trasferimento a Baura con mamma Concetta e la sorella Linda, che da poco più di un anno gli aveva dato la soddisfazione di diventare zio. E poi nella vita di Michele c’era il suo “amore”, la sua compagna inseparabile, la cagnolina Cherry, che troviamo in tante foto del suo profilo Facebook. «Ed era spesso con lei anche quando veniva in piazza», raccontano gli amici.

Il 34enne era dipendente in un’azienda che lavorava il legno, non era particolarmente amante dello sport (a parte un’esperienza giovanile di arte marziale), perché la sua vita erano soprattutto le serate in compagnia degli amici nei locali. Ne aveva un po’ ovunque, oltre a Baura, anche a Ferrara e Copparo: «Lui aveva sempre il sorriso - dice Morgan Nani -, anzi, ricordo che proprio in quell’ultima serata che fece con noi, ci raggiunse al bar in carrozzina ed era arrabbiato perché i medici gli davano poche settimane di vita, eppure lui si sentiva bene, a parte un po’ di dolore alle gambe».

L’ultimo saluto

Forza e sorriso sono le caratteristiche che emergono pure nei ricordi dei tanti amici che ieri hanno voluto salutarlo su Facebook.

Da quando era iniziata la nuova vita, quella con la malattia, Ragusa si era anche avvicinato all’Ado. Proprio in concomitanza con l’emergenza coronavirus e nell’impossibilità di poter vincere la battaglia, i sanitari avevano concordato di far tornare il 34enne a casa con la madre, per godersi fino all’ultimo gli affetti di una famiglia, allargata dall’ultimo arrivato, il piccolo Mattia.

Ancora da fissare i funerali, che ovviamente a causa dell’emergenza saranno in forma privata e riservata ai soli familiari. «Ma tutti noi amici con il pensiero saremo lì, perché il nostro “Miguel” meritava un saluto come si deve, quello che non gli daremo adesso ma sicuramente ci sarà un’altra occasione», dicono gli amici di Baura. —

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