Addio a Sante e Virgilio, uniti dal calcio. Uno è stato giocatore, l’altro super tifoso

Decessi per coronavirus a Runco e Portoverrara: l’80enne con la moglie ha gestito il bar del Circolo cittadino Concordia 

PORTOMAGGIORE. Doppio lutto nel giro di pochi giorni a causa del coronavirus nel territorio comunale di Portomaggiore. Due persone molto conosciute, per differenti motivi, ma entrambe legate da una passionaccia, il calcio.

LUTTO A RUNCO


Mercoledì all’ospedale del Delta è deceduto all’età di 80 anni Piersante Tomasi, per tutti Sante, di Runco, ma come tradisce il cognome chiaramente originario di Comacchio, città che lo ha visto muovere i primi passi nel calcio. È stato uno dei migliori talenti usciti dal vivaio rossoblù, con esordio in prima squadra ancora minorenne, poi una bella carriera, con l’apice in serie D (allora praticamente calcio professionistico) al Cervia, poi ancora l’attività da allenatore, tanti anni alla guida della Comacchiese, con la quale ha vinto un campionato e cresciuto tanti giovani conterranei. Passione per il calcio trasmessa anche al figlio Andrea, calciatore dilettantistico in diverse squadre del Portuense. In queste ore hanno espresso le proprie condoglianze per la perdita sia Manrico Mezzogori della Consulta San Camillo («da ragazzino ho provato la gioia di giocare e allenarmi con lui»), che l’attuale dirigenza della Comacchiese.

Ma l’amore e la vita professionale hanno portato Tomasi molto presto nel Portuense, dove abitava (precisamente a Runco) la moglie Doriana, rimasta al suo fianco fino agli ultimi giorni di vita. E con Doriana ha anche lavorato, gestendo per 9 anni il bar del Circolo cittadino Concordia, prima di arrivare alla pensione come operaio. «Aveva altri problemi di salute - racconta la moglie -, ma li stava risolvendo. È stato per un mese ricoverato all’ospedale di Argenta, sicuramente è stato contagiato lì, perché quando è entrato è stato sottoposto a tampone, risultato negativo. Mentre era ricoverato ha avuto i primi sintomi, la febbre, poi si è aggravato ed è stato spostato al Delta martedì e già il giorno dopo mi hanno comunicato la sua morte. Io ad Argenta l’ho potuto visitare una sola volta, poi non potevo più andare. Ulteriore tragedia il fatto che né io e né suo figlio abbiamo più potuto vederlo, poterlo salutare un’ultima volta». Tomasi oltre a moglie e figlio, lascia i fratelli, ancora residenti a Comacchio.

LUTTO A PORTOVERRARA

Risale invece a lunedì scorso il decesso di Virgilio Seri, 87enne di Portoverrara, ma da alcuni anni ospite della residenza Beneficenza Manica di Argenta. Era conosciuto da tutti con il soprannome di “Topo”, mai sposato, era l’ultimo dei suoi fratelli ancora vivo, affidato come tutore al nipote Oliviero Seri, imprenditore residente da decenni a Orbassano (To), dove si è trasferito con la moglie Nadia, anch’essa portuense.

Seri era noto a Portoverrara, di professione autotrasportatore, per molti anni era stato il proiezionista del piccolo cinema locale, ma la sua vera passione era il calcio, sport che lo portava ogni domenica a frequentare i campi di tutta la provincia, in primis Portoverrara. Era facile vederlo in giro per Portomaggiore, almeno fino a una decina d’anni fa, quando per un malore è stato prima portato in una rsa, poi al Manica. «Gli abbiamo chiesto spesso di venire a vivere qui con noi - raccontano Oliviero e Nadia -, ma lui diceva di no, perché i suoi affetti, ossia i genitori e i fratelli, erano tutti là». Seri nel corso degli anni riceveva spesso le visite del nipote: «Venivamo lì a trovare prima la nonna finché era ancora viva, poi lui. Virgilio era una gran persona, un gran lavoratore. Negli ultimi mesi aveva purtroppo avuto dei problemi di salute, a partire da una pesante polmonite a Natale: siamo tornati lì per stargli vicino finché non è migliorato, era molto forte di costituzione fisica».

Lo scorso 7 aprile l’87enne dal Manica era stato ricoverato al Sant’Anna di Cona: «Ci hanno comunicato dal Manica che era risultato positivo al tampone, poi ha avuto i primi sintomi, la febbre alta, ed è stato ricoverato a Cona. Purtroppo non siamo più riusciti a vederlo, ma io e uno dei miei figli - dice Oliviero - lunedì torneremo a Portoverrara per essere presenti alle esequie: non possiamo mancare per un ultimo saluto al nostro amato Virgilio». —

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