Pressing ferrarese per i test: la Regione ce ne autorizzi 350

Li vogliono polizia locale e dipendenti comunali. Il sindaco prosegue la polemica: grave ritardo nel dettare le regole sui sierologici

FERRARA. Il Comune di Ferrara ha inviato alla Regione un progetto per i test sierologici che coinvolgerà 350 dipendenti pubblici: l’obiettivo è verificare se ci sono positivi tra gli agenti della polizia locale e tra gli operatori che hanno lavorato in queste settimane a contatto con situazioni potenzialmente rischiose. «Siamo convinti che questo serva per pianificare una strategia di contenimento del contagio e per dare a chi lavora e a tutti i cittadini che entrano in contatto con queste figure la sicurezza necessaria - dice il sindaco Alan Fabbri - Come chiesto dall’assessorato regionale alla Sanità abbiamo inviato tutto il materiale e ora ci aspettiamo di ricevere il via libera in brevissimo tempo. Ogni ritardo ulteriore nella gestione degli screening rischia di pesare sull’intera comunità e non c’è più tempo da perdere».

In particolare si tratta di testare la presenza del virus (attuale o pregressa) tra i 160 agenti della Polizia locale di che effettuano servizio in strada, 120 operatori socio sanitari in servizio per Asp Ferrara, 30 dipendenti Acer operativi a contatto con il pubblico e altri 40 dipendenti di Ferrara Tua, attivi in ambito servizi funerari o altri servizi. La partecipazione da parte dei dipendenti al progetto è facoltativa ma si tratta di un passo importante per comprendere l’andamento del contagio ed evitare la sua diffusione qualora venissero riscontrati dei positivi, anche asintomatici.


«Il Comune di Ferrara aveva impostato il progetto già da diversi giorni e lo screening sarebbe potuto partire una settimana fa. Con grave ritardo - continua la polemica di Fabbri - e senza tenere conto delle esigenze reali di chi si trova ogni giorno in prima linea la Regione Emilia Romagna, lo scorso lunedì, ha avocato a sé la gestione degli screening, dettando le regole a cui privati ed enti pubblici devono attenersi e rendendo più complesso e costoso il percorso degli esami. Se da un lato si tratta di una richiesta che garantisce un approccio univoco nella gestione di eventuali casi, il timore è che questo porti ad ulteriori ritardi, che finirebbero per mettere a rischio la situazione della città che fino ad oggi, fortunatamente e grazie all’impegno di tutti, è ancora sotto controllo».

Il sindaco chiede dunque «la massima attenzione e celerità da parte dell’ente regionale nel valutare il progetto presentato dal Comune di Ferrara. Ogni ulteriore giorno perso porta nuove incertezze a chi, come i nostri operatori, si trova a combattere ogni giorno questa battaglia».

Nel presentare il progetto il Comune ha precisato che lo screening, una volta autorizzato dalla Regione, seguirà in termini organizzativi tutti i protocolli di sicurezza sanitaria necessari al contenimento della diffusione del contagio e che il progetto vuole inserirsi in un più ampio percorso di monitoraggio in parte già avviato dalle autorità sanitarie locali, comunque in un’ottica di tutela della popolazione. —

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