La tragedia a Ferrara: «Per l’omicidio della nonna le botte solo una concausa»

Verso la chiusura l’inchiesta, depositate perizie ed autopsia sulla anziana morta. La procura deve valutare ipotesi di delitto preterintenzionale o con dolo eventuale

FERRARA. Aveva bevuto un paio di birre, quella sera del 20 novembre scorso, ma niente droghe. Poi, Pier Paolo Alessio, 22 anni, nel viaggio di ritorno da San Martino a Ferrara, in auto con la nonna, perse il controllo e iniziò a picchiarla, in tre momenti diversi: Maria Luisa Silvestri, 71 anni, morì al volante della Lancia Y10 che si fermò al semaforo di via Marconi, zona Doro.


NON SOLO LE BOTTE


Ma non morì “solo” per le botte inferte dal nipote anche facendole sbattere la testa contro il montante dell’auto, ma per un arresto cardiocircolatorio dovuto soprattutto alle patologie cardiologiche di cui l’anziana soffriva. Questo il quadro che emerge dalle perizie depositate alla procura, autopsia e tossicologica, mentre quella informatica su cellulare e computer è stata notificata ieri mattina ai legali del ragazzo. Dunque, è quasi chiusa l’inchiesta sulla morte di Maria Luisa Silvestri, per cui lo stesso nipote è sotto accusa per omicidio volontario.

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PAROLA ALLA PROCURA

Ora la procura dovrà, sulla base dei risultati dei propri consulenti, valutare che tipo di accusa muovere contro il ragazzo: se omicidio preterintenzionale (aver causato la morte senza la volontà di farlo) od omicidio volontario con il dolo eventuale (aver picchiato la nonna, ben sapendo delle sue condizioni e accettando le conseguenze gravi di questo). La pm Barbara Cavallo che ha condotto l’indagine fin dai primi minuti di quella sera del 20 novembre scorso dovrà valutare e decidere come chiudere l’inchiesta.

L’autopsia ha sì indicato che le cause della morte sono riconducibili ad un infarto e che non è “solo” dovuto alle botte del nipote ora indicate come concausa assieme alle patologie pregresse visto che l’anziana aveva già avuto problemi cardiaci gravi. Ma a maggior ragione - la possibile tesi dell’accusa - il nipote avrebbe dovuto essere a conoscenza della vulnerabilità della nonna visto che abitava in via Vallelunga con lei assieme anche al nonno.

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DALLA PERIZIA TOSSICOLOGICA

La perizia tossicologica ha indicato che il nipote quella sera non aveva assunto droghe, aveva bevuto un paio di birre alla pizzeria della madre a San Martino, dove nipote e nonna si erano recati per festeggiare. Poi al ritorno, una lite, innescata da cosa? La perizia su cellulare e computer non ha dato risposte, indicando solo le attività del ragazzo (vendeva e comprava vestiti e scarpe con amici), ma nessun riscontro alla tesi che tenesse sotto ricatto la nonna per soldi, come si era ipotizzato in un primo momento, visto che vi erano stati precedenti in tal senso. Perizie che ora tutte raccolte nel fascicolo della procura dovranno dare indicazioni sull’ipotesi da contestare al processo che verrà.

CASO NON FACILE

Un caso non facile che, tuttavia come spiega il legale a fianco, viene attenuato poiché in un primo momento si era ipotizzato che la morte della nonna fosse stata causa delle botte del nipote inferte a mani nude. La stessa difesa presenterà ai magistrati una consulenza psichiatrica sul ragazzo per ricordare i problemi che aveva, anche questi, forse, concausa della tragedia. –

Daniele Predieri

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